Impossibile rintracciare la carne e criticità igieniche: multato il kebabbaro di Piazza della Repubblica a Fondi

Impossibile rintracciare la carne e criticità igieniche: multato il kebabbaro di Piazza della Repubblica a Fondi
FONDI - Tra i cibi etnici il kebab è sicuramente quello che va per la maggiore ma i rivenditori rispettano le normative igienico sanitarie? Accertarlo era la missione degli...

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FONDI - Tra i cibi etnici il kebab è sicuramente quello che va per la maggiore ma i rivenditori rispettano le normative igienico sanitarie? Accertarlo era la missione degli agenti della Municipale di Fondi impegnati ieri in un'operazione straordinaria assieme al personale veterinario dell'Asl. La prima attività ispezionata, però, ha richiesto buona parte della giornata. Arrivati al kebabbaro di piazza della Repubblica, molto frequentato anche dai fondani, gli uomini coordinati dal comandante Giuseppe Acquaro si sono infatti subito accorti che i controlli sarebbero stati più impegnativi del previsto. 


Il primo problema riscontrato è stato quello dell'impossibilità di tracciare i prodotti: da dove venivano i pezzi di carne venduti? Dove erano stati allevati gli animali e dove macellati? Impossibile stabilirlo e per questo è stato necessario elevare una prima multa. Purtroppo le irregolarità erano anche di carattere igienico-sanitario (i prodotti alimentari non venivano trattati con le dovute accortezze) e fiscali (è stato infatti impossibile per gli agenti effettuare una verifica annuale del registratore di cassa). Per queste tre gravi inadempienze sono state dunque elevate altrettante sanzioni per un totale di 3.016 euro.

Il personale dell'Asl ha inoltre imposto ai titolari la necessità di eseguire una serie di adeguamenti igienico-sanitari in tutto il locale, pena la chiusura dello stesso. Quello di ieri non è che il primo di una serie di altri controlli che proseguiranno nei prossimi giorni a tutela dei consumatori ma anche delle altre attività, straniere e italiane, che invece rispettano la normativa alla lettera.   Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero