USA, crollano investimenti Cina: -90%. Pesa guerra commerciale

USA, crollano investimenti Cina: -90%. Pesa guerra commerciale
(Teleborsa) - La continua escalation di tensioni sul fronte commerciale che si susseguono tra Cina e Stati Uniti sembra non far bene alle casse americane. ...

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(Teleborsa) - La continua escalation di tensioni sul fronte commerciale che si susseguono tra Cina e Stati Uniti sembra non far bene alle casse americane.


Da quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca, infatti, secondo quanto riporta il New York Times, gli investimenti provenienti dallo Stato guidato da Xi Jinping verso gli States hanno mostrato un calo del 90%, picco negativo che ha accelerato la propria discesa in concomitanza con gli ultimi contrasti commerciali. Questi sembrano far presagire un allontanamento delle ipotesi che vedrebbero arrivare un accordo tra le due superpotenze. Nonostante l'incontro a latere del G20 di Osaka, le posizioni delle due delegazioni rimangono ancora molto distanti su diversi argomenti essenziali.

Nel 2016, i collocamenti diretti esteri erano arrivati a toccare i 46,5 miliardi di dollari, nel 2018 depauperati di quasi tutto il loro valore, hanno toccato appena i 5,4 miliardi.

Tuttavia - stando a quanto riportano le pagine del quotidiano Newyorkese - pur essendoci la guerra commerciale di Trump a causare un crescente livello di sfiducia tra le due superpotenze, così come il rallentamento economico della Cina, e controlli del capitale più severi per gli investitori cinesi, il calo registrato non danneggerà significativamente l'economia statunitense nel suo insieme, ma solo le industrie e gli Stati che hanno al loro interno grandi quantità di investimenti.

A farne le spese più salate, infatti, i settori di immobili, automobili, tecnologia e agricoltura, industrie che hanno beneficiato in maniera consistente del precedente boom della Cina e Stati come il Michigan, la Carolina del Sud, il Missouri e il Texas che hanno visto una crescita dell'occupazione dovuta agli investimenti asiatici. Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero