Reddito di cittadinanza dimezzato e superbonus tagliato al 65%. Manovra, il piano del nuovo governo

Sussidio garantito a chi non può lavorare. Gli altri lo perdono dopo il primo rifiuto. Tecnici già all’opera per rivedere le due misure nella legge di Bilancio

Reddito di cittadinanza dimezzato e superbonus tagliato al 65%. Il piano del nuovo governo per la manovra
Reddito e bonus edilizi: la revisione delle due misure corre quasi più veloce della formazione del nuovo governo. Il cantiere è già aperto in vista della...

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Reddito e bonus edilizi: la revisione delle due misure corre quasi più veloce della formazione del nuovo governo. Il cantiere è già aperto in vista della prossima manovra di Bilancio che sarà presentata entro la fine di novembre. Durante la campagna elettorale Giorgia Meloni è stata la più netta sul sussidio voluto dal Movimento Cinque Stelle, chiedendone l’abolizione. La cancellazione della misura resta dunque, uno dei punti cardine dell’azione del probabile prossimo esecutivo. Ma l’intenzione è comunque quella di preservare le fasce più deboli.

 

Reddito di cittadinanza, cosa farà Meloni? Fdi vuole abolirlo, ma non sarà semplice: ecco perché

 

E nessuno, comunque, secondo le intenzioni, verrebbe lasciato senza sussidio da un giorno all’altro. FdI, Lega e FI sono comunque convinti di poter almeno dimezzare la spesa attuale (9 miliardi di euro) e gestire le risorse in maniera «più efficace». Nel concreto il progetto prevede due differenti leggi, che vedrebbero la luce contestualmente.

 

 

La prima cancellerebbe il sussidio come conosciuto fino ad oggi, la seconda battezzerebbe un nuovo strumento che questa volta però, separerebbe nettamente le categorie dei beneficiari: da un lato chi è in condizioni di poter lavorare, dall’altro chi invece è in situazioni tali di disagio da non poter aspirare ad un impiego. Al momento si stima che circa il 50% dei percettori sia in età lavorativa e più che un sostegno abbia bisogno di un’adeguata spinta verso il mondo del lavoro. Per aiutare chi si trova in uno stato di disoccupazione, si punterà sulla formazione e su una riforma dei centri dell’impiego che, fino ad oggi, sono stati il punto debole del collocamento dei percettori del Reddito. Del 20% dei ricollocati attuali, solo il 4% lo è stato grazie a navigator e Centri per l’impiego. L’altra metà di chi oggi percepisce il Reddito di cittadinanza va ulteriormente divisa. La maggior parte sarebbe infatti composta da invalidi o persone inabili al lavoro per cui saranno definite anche soluzioni migliorative. «Il loro assegno aumenterà» garantiscono da FdI. Poi c’è una quota minoritaria dei percettori del Reddito che stando alle stime che circolano nel centrodestra, è composto da lavoratori in età avanzata difficilmente collocabili. Per questi ultimo ci sarà un accompagnamento alla pensione. 


LE OPZIONI

C’è poi il capitolo dei bonus edilizi. La riforma in gestazione prevede una “clausola di salvaguardia” per tutte le pratiche già autorizzate. Il Superbonus del 110 per cento per le case unifamiliari di fatto è in scadenza. Chi ha effettuato il 30 per cento dei lavori entro il 30 settembre potrà proseguirli usufruendo dell’incentivo fino a fine anno. Per i condomini c’è ancora a disposizione il 2023. L’idea è di una riforma totale di tutti i bonus, che oggi vanno dal 110% fino al 50%. L’intenzione è di sviluppare un bonus unico. Le opzioni sul tavolo sono al momento due e la decisione sarà presa in base alle risorse finanziarie che saranno disponibili. Il tetto sarà stabilito al 50 o al 65%, in modo da spingere nuovamente le parti ad una contrattazione sui prezzi. «Oltre queste soglie – spiega una fonte ai vertici della coalizione che si accinge a governare il Paese – si tratta di regalie». 

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