Roma, Comunali, aumenti a pioggia nella settimana delle elezioni

L'amministrazione di Virginia Raggi, cinque giorni prima del voto, spedirà a 15mila dipendenti del Campidoglio (su 24mila in totale) una busta paga ritoccata all'insù. Nel cedolino del prossimo 27 febbraio, difatti, impiegati, insegnanti e vigili urbani del Comune di Roma vedranno comparire per la prima volta gli scatti di carriera annunciati a dicembre dal M5S, quando il capogruppo pentastellato Paolo Ferrara commentò significativamente: «Siamo meglio della vecchia Dc». E così all'incirca 4mila dipendenti si ritroveranno, in media, con 60 euro in più rispetto al mese passato, mentre per gli altri 11mila lavoratori il bonifico sarà ancora più sostanzioso, perché lo scatto è stato conteggiato a partire da ottobre e l'importo liquidato dal Campidoglio sarà in media di 240 euro lordi (i 60 euro di febbraio, più gli arretrati di novembre, dicembre e gennaio).
PROMOSSI E POLEMICHE
Tutti contenti? I travet capitolini di sicuro, anche perché aspettavano la promozione (in gergo tecnico si chiama progressione economica orizzontale) dal 2009; il M5S pesca consenso nella pancia della macchina impiegatizia romana e riannoda il rapporto con i sindacati interni, solitamente bellicosi. L'opposizione però bolla la manovra come una «mancia elettorale». Andrea Casu, segretario romano del Pd, sottolinea che «noi siamo sempre dalla parte dei lavoratori, ma la tempistica degli aumenti a pochi giorni dal voto è sospetta, la sensazione è che sia l'ennesima mossa della sindaca Raggi per fare campagna elettorale, dopo la sanzione dell'Agcom sulla comunicazione istituzionale del Campidoglio di pochi giorni fa».
A passare all'incasso saranno 15.548 dipendenti: 10.960 tra impiegati, operai, giardinieri, maestre e vigili (categorie B e C del contratto interno) più 4.498 funzionari della categoria D. Va detto che su queste promozioni a pioggia qualche perplessità è venuta fuori già al momento dell'annuncio, nel dicembre scorso. A partire da un episodio prodigioso: la commissione di esperti che ha assegnato i punteggi tenendo in considerazione titoli di studio, rendimento e anzianità di servizio, è riuscita a valutare quasi 16mila domande in 24 ore o poco più. Basta incrociare le date: l'organismo è stato nominato il 20 dicembre e due giorni dopo già erano state pubblicate le graduatorie definitive. Una valutazione a tempo di record. Oppure un miracolo della tecnologia, come è stato spiegato da Palazzo Senatorio, facendo riferimento al cervellone elettronico che ha vagliato i dati dei candidati.
POCHI BOCCIATI E RICORSI
Altro prodigio, quasi tutti i partecipanti, all'esito della selezione, hanno potuto festeggiare: su 15.790 comunali che avevano fatto domanda per l'avanzamento, solo l'1,5% non ce l'ha fatta. Per la precisione, in 17 sono stati esclusi perché privi dei requisiti di base (avevano meno di 2 anni di anzianità oppure si erano beccati una sanzione disciplinare definitiva con la sospensione dal servizio per più di dieci giorni negli ultimi due anni). Gli altri esclusi sono vigili urbani in attesa del giudizio pendente in Cassazione per essere inquadrati nella categoria D1, quella dei funzionari appunto, perché hanno già raggiunto la posizione apicale della loro fascia, la C. Al di là dei dubbi, i sindacati esultano. Per Francesco Croce, segretario regionale della Uil Fpl, «le progressioni che ha varato il Campidoglio servono a compensare almeno in parte il fatto che il contratto nazionale dei dipendenti delle amministrazioni locali sia bloccato da anni».
 

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