Onda gravitazionale captata per la prima volta dall’Italia

di Enzo Vitale
In genere nei giorni vicini a Ferragosto ci si riposa, ma per lui è stata una normale giornata lavorativa. Più che altro eccezionale. A soli quattordici giorni dalle prime osservazioni, Virgo, l'interferometro italiano posizionato a Cascina, vicino Pisa, ha osservato la sua prima onda gravitazionale. E all'evento astronomico è stato dato pure un nome:  GW 170814, l'acronimo che contiene il nome Gravitational Waves e la data,  14 08 2017, appunto.  Anche in questa circostanza il fenomeno è stato emesso dalla fusione di due buchi neri, con masse rispettivamente di circa 31 e 25 volte la massa del Sole,  distanti da noi  circa 1,8 miliardi di anni luce. Il buco nero così prodotto ha una massa circa 53 volte quella del nostro Sole. E' la quarta osservazione del fenomeno in assoluto.

L'ANNUNCIO AL G7 SCIENZA
La scoperta girava nell'aria già da giorni, ma la comunicazione ufficiale è stata data nel corso del G7 Scienza. A dire il vero era circolata pure una sorta di fake news ed in molti erano convinti che la notizia doveva essere ancor più eccezionale. L'ipotesi che circolava, infatti, era quella che  la nuova rivelazione di onde gravitazionali provenisse dallo scontro di due stelle di neutroni, poi in serata, con la coferenza stampa, l'ipotesi è tramontata.

IL MINISTRO FEDELI  E LO SCIENZIATO DEL MIT
«La nuova scoperta arrivata dalla collaborazione congiunta di Ligo e Virgo  ha commentato il ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica Valeria Fedeli, durante l'incontro tenutosi alla Reggia di Venaria, a pochi chilometri da Torino- è per tutti noi motivo di grande soddisfazione. Innanzitutto perché testimonia il valore della cooperazione scientifica internazionale, chiave di volta per affrontare le grandi sfide per il progresso della conoscenza impegnandosi in uno sforzo congiunto e coordinato per raggiungere traguardi ambizioni».
«Questo è solo l'inizio delle osservazioni con la rete globale di interferometri realizzata grazie al lavoro congiunto di VIRGO e LIGO" - ha spiegato invece David Shoemaker di MIT, coordinatore della collaborazione scientifica LIGO-. Con il prossimo ciclo di attività osservative, previsto per l'autunno del 2018, possiamo aspettarci rivelazioni di questo tipo ogni settimana o addirittura più spesso». La prima osservazione di onde gravitazionali era avvenuta il 15 settembre del 2015  ed era stata annunciata solo un anno fa, lo scorso l'11 febbraio. Entro il 2030, poi, entreranno in funzione anche altri due interferometri: uno in Giappone e l'altro in India.


(Lo schema di funzionamento dell'interferometro Virgo a Cascina in provincia di Pisa)


COLLABORAZIONE A TRE:  UN SUCCESSO ANNUNCIATO
La collaborazione degli interferometri posizionati in Usa e in Europa , alla fine, ha dato ottimi risultati. La misurazione è stata venti volte più precisa che nelle passate occasioni. Protagonisti dell'ultima impresa i due  rilevatori di LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), che si trovano  negli Stati Uniti (il primo a Livingston, in Louisiana e l'altri ad Hanford, nello Stato di Washington), e l'europeore VIRGO, che ha sede allo European Gravitational Observatory (EGO) a Cascina, vicino a Pisa, fondato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) italiano e dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) francese.

(Una veduta dall'alto di Virgo)

PERUGIA, ROMA, NAPOLI E LE ALTRE CITTA' ITALIANE AL TOP
Il gruppo di Perugia è stato tra i gruppi fondatori di Virgo in Italia. In oltre venticinque anni di attività, si è occupato degli aspetti del rumore termico delle ottiche dell’interferometro, grazie alle competenze sviluppate nel laboratorio NiPS (Noise in Physical Systems), oggi parte del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia. In particolare il gruppo Virgo Perugia, grazie ai finanziamenti e al supporto della locale Sezione INFN, ha avuto la responsabilità della costruzione di uno degli elementi fondamentali del rivelatore di onde gravitazionali: un sistema di sospensione degli specchi dell’interferometro che consente l’isolamento di questi dalle vibrazioni sismiche e contemporaneamente minimizza gli effetti di rumore derivanti dalle fluttuazioni termiche. Attualmente il gruppo si occupa anche di coordinare lo studio per la realizzazione di detector di terza generazione. Il gruppo Virgo Perugia, fondato nei primi anni novanta del secolo scorso da Luca Gammaitoni e Fabio Marchesoni, è guidato dal 2012 da Helios Vocca e vede tra gli altri la partecipazione di Michele Punturo (INFN) quale coordinatore del computing per la collaborazione e Flavio Travasso che guida la realizzazione delle sospensioni degli specchi. Il risultato ottenuto con questa prima importante osservazione congiunta di onde gravitazionali, corona un lavoro durato molti anni e che ha visto avvicendarsi numerosi scienziati formatisi a Perugia. Tra questi: Paolo Amico, Francesca Baldaccini, Giampietro Cagnoli, Ludovico Carbone, Joseph Kovalik, Daniela Segoloni. La collaborazione VIRGO
Progetto nato dall’originale idea dell’italiano Adalberto Giazotto e del francese Alain Brillet, VIRGO conta più di 280 fisici e ingegneri appartenenti a 20 diversi gruppi di ricerca europei: otto dell’INFN in Italia; sei del CNRS in Francia; due nei Paesi Bassi con Nikhef; il MTA Wigner RCP in Ungheria; il gruppo POLGRAW in Polonia; l'Università di Valencia in Spagna ed EGO, il laboratorio che ospita ed è responsabile del funzionamento del rivelatore VIRGO in Italia.
L’Italia partecipa con le Sezioni INFN di Firenze, Genova, Milano Bicocca (gruppo collegato Parma), Napoli, Padova, Perugia, Pisa, Roma 1, Roma 2, TIFPA, e con le Università di Camerino, Genova, Gran Sasso Science Institute (GSSI), Napoli Federico II, Padova, Parma, Perugia, Pisa, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Salerno, Siena, Trento, Urbino.

(I tanti ricercatori posano vicino alla struttura di Virgo)

 
Mercoledì 27 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 29-09-2017 08:49

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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2017-09-27 20:35:38
Il tempo come lo conosciamo noi è un concetto astruso. Le onde gravitazionali hanno dimostrato che esso è come un elastico, e scandisce a ritmi diversi dal nostro modo di percepirlo. Discorso affascinante, sarebbe come tornare indietro nel tempo anche se ad oggi è indimostrabile la causa / effetto che regola la nostra esistenza. Ci si arriverà a trovare l'altra dimensione che ad oggi ci sfugge.
2017-09-27 19:38:43
Per la comprensione dello spazio-tempo siamo ancora all'anno zero... La deformazione dello spazio-tempo √® difficile da comprendere perch√© essa implicitamente dimostra che lo spazio-tempo ha pi√Ļ di 4 dimensioni cui noi siamo abituati. Se la massa del sole deforma la spazio-tempo, questa variazione non pu√≤ essere spiegata nell'ambito dello spazio euclideo. La Terra rotola su un binario prodotto dalla massa del sole e dalla massa della stessa Terra. C'√®, ma non si vede perch√© i nostri sensi non ci fanno vedere la realt√† per quello che √®, ma solo una sua rappresentazione parziale.
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