Dallo spazio le indicazioni per difesa dell'ambiente, sicurezza e sviluppo: così si rafforza l'Unione europea

di Paolo Ricci Bitti
Difficile trovare una questione - concreta, per di più - che li metta tutti d'accordo e soprattutto disponibili a impiegare risorse per un obbiettivo comune. Ecco, lo spazio, è una di queste rare questioni in grado di mettere costantemente attorno a un tavolo i 28 paesi dell'Unione Europea, compreso il brexitiano Regno Unito, con la possibilità di stringere accordi subito operativi. Lo spazio, la sua esplorazione e la ricerca delle risorse, a volte persino metafisiche, che da esso derivano, hanno reso ancora una volta effettivo il concetto di "integrazione fra stati europei" durante i due giorni di incontri a Roma culminati con la diffusione delle ultime stupefacenti immagini della Terra "scattate" dal satellite Sentinel-2B della costellazione Copernicus e con l'incontro nella protomoteca del Campidoglio.

"Space policy for Eu integration" è stato organizzato a Roma dalla Commissione Europea per la celebrazione dei programmi spaziali dell'Ue in occasione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, siglati, all'epoca, da sei stati i cui leader, ancora alle prese con la ricostruzione a 12 anni dalla fine della II Guerra mondiale, non potevano immaginare gli effetti dell'imminente epopea spaziale.


(Foto Asi)

Con la regia della Direzione generale del Mercato interno, dell'industria, dell'imprenditoria e delle Pmi della Commissione europea (Dg Grow) in collaborazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, sono intervenuti Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Elżbieta Bieńkowska, commissaria Mercato interno, Industria e Pmi, Johann-Dietrich Wörner, direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea e Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana e Valeria Fedeli, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. E anche rappresentanti della Commissione Europea, della Protezione Civile Italiana e dell'Agenzia Europea dell'Ambiente. Assente la sindaca Virginia Raggi, è stato l'assessore Flavia Marzano a fare gli onori di casa durante l'incontro in Campidoglio.

 
 


Le immagini di Sentinel-2B sono servite non solo a far lasciare la bocca aperta ma anche raccontare l'opera di tutela della Terra e della sicurezza che attraverso i satelliti di Copernicus è possibile incrementare. Inoltre - riporta una nota dell'Asi - è stato sottolineato come i programmi spaziali Galileo, Egnos e Copernicus rappresentino uno stimolo sempre più forte e sempre indispensabile per l'industria e la ricerca con crescenti effetti positivi sul futuro dei cittadini europei.

ROBERTO BATTISTON

«Quando tutti i satelliti di Galileo saranno in funzione, chiunque e in qualsiasi parte del mondo potrà stabilire con estrema precisione la propria posizione con un’accuratezza inferiore ai 10 centimetri, una precisione mai raggiunta prima. Un sistema non soggetto alle limitazioni o interruzioni tipiche di altri sistemi pensati per scopi militari. Quindi inclusione, dialogo, condivisione dei dividendi della scienza e della tecnologia. Realizzazione di una visione politica. I due programmi dell’Unione Europea, realizzati dall’Esa, Copernicus e Galileo, sono asset strategici. Galileo, che recentemente ha messo in funzione il suo sedicesimo satellite, ha un enorme valore politico che inizia appena ora ad essere percepito nella sua interezza. È il risultato di una proiezione globale dell’Unione che grazie ai servizi di questa costellazione sarà presente in tutto il mondo. In questo senso condividiamo appieno l’ultima Comunicazione della Commissione Europea e le Conclusioni del Consiglio Competitività sulla tematica dello scorso 30 maggio che riguardano una nuova strategia spaziale per l’Europa, peraltro già fortemente auspicata durante la Presidenza di turno italiana nel 2014. Una strategia dalla quale traspare un impegno a massimizzare i benefici economici e sociali dello spazio, incrementando l’utilizzo delle tecnologie ed applicazioni spaziali a supporto delle politiche pubbliche, al fine di rafforzare un settore spaziale europeo competitivo e innovativo a livello globale.


L'astronauta Samantha Cristoforetti e Roberto Battiston (Ansa)

IL MINISTRO  FEDELI

«Portare in Campidoglio l'Europa vuol dire fare incontrare 28 Paesi che agiscono sulla base di obiettivi comuni, laddove sessanta anni fa, nella vicina Sala degli Orazi e dei Curiazi, i paesi firmatari dei Trattati di Roma erano sei. Eppure nel 1957 non si pensava certo alle politiche spaziali che oggi sono un punto di forza dell'Unione e contribuiscono a rafforzare le politiche di integrazione. Questo ci porta a fare una riflessione: i Padri dell'Europa erano politici consapevoli delle sfide che attendevano le società in cui vivevano, dei rischi e della necessità di affrontare tutto questo insieme. Erano politici pragmatici, che agivano sotto una spinta ideale. E questo corrisponde esattamente a ciò che si fa nello spazio, un settore strategico.

La strategia spaziale per l'Europa è ambiziosa e, in quanto tale, dovrà essere accompagnata da un ugualmente ambizioso piano finanziario per i prossimi anni. Un budget per lo spazio che possa garantire, tra le altre cose, lo sviluppo dei mercati downstream, strettamente legati alla continuazione di Galileo e Copernicus; il consolidamento di un accesso autonomo, affidabile e sostenibile allo spazio, attraverso l'utilizzo dei lanciatori europei Vega (realizzato al 70% da Avio a Colleferro) e Ariane; la continua attività di ricerca e innovazione, soprattutto per quanto riguarda le tecnologie; la trasformazione in veri e propri programmi dell'Unione europea, con un budget dedicato, di iniziative quali quella relativa alla Sorveglianza e al Tracciamento Spaziale per proteggere le infrastrutture europee dai detriti spaziali; e, non ultimo, l'avvio di nuove iniziative quali Govsatcom, per assicurare l'accesso a servizi di comunicazione sicuri, efficienti e a costi accessibili per tutti gli attori istituzionali europei. Il sostegno alla space economy è fondamentale per la creazione di nuove aziende, start up e piccole e medie imprese. Non è un caso che questo sia infatti previsto nella strategia spaziale nazionale, che in Italia è già stata avviata con successo, affidando all''Agenzia Spaziale Italiana, il ruolo di architetto di sistema
».


COPERNICUS
Il satellite Sentinel-2B fa parte del programma europeo Copernicus, promosso dall'Agenzia Spaziale Europea e dalla Commissione Europea. Le immagini diffuse in questi giorni sono fra le prime che sfruttano'un'autostrada laser che trasmette i dati a terra in modo quasi istantaneo. Si chiama European Data Relay System (Edrs) e permette di inviare tempestivamente immagini utili a gestire disastri, come alluvioni e terremoti. L'immagine catturata dal satellite Sentinel-2B è inviata a terra dal satellite per le telecomunicazioni Alphasat, progettato e costruito attraverso un partenariato pubblico-privato tra Esa e il gestore Inmarsat. I satelliti utilizzano i loro strumenti laser per spedirsi i dati e inviarli poi a Terra. Lanciato il 7 marzo dalla base europea di Kourou (Guyana Francese), il satellite Sentinel-2B, orbita intorno al nostro Pianeta ad un'altezza di circa 800 chilometri, e può inviare i dati a terra solo quando sorvola la sua base in Europa. I satelliti geostazionari come Alphasat, che sono posti a 36.000 chilometri di altezza, hanno invece la possibilità di comunicare con le loro stazioni di terra in maniera continuativa.
Venerdì 16 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 17-06-2017 10:55

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