Maker Faire, passeggiata tra i campi della fattoria di domani

di Alessandro Di Liegro
Sensori di umidità del terreno, droni di osservazione delle piante, piattaforme di raccolta dati multicanale. Sono solo alcune delle novità della nuova agricoltura, legata al piano di Industria 4.0 e all'innovazione, che per la prima volta varca le porte della Maker Faire per offrire quella visione di sé che va oltre le serre idroponiche, ma che coinvolge tutto il processo di produzione e di filiera, per assicurare una produzione maggiore, permanendo la qualità riconosciuta all'agroalimentare italiano.
 
 

L'area agri-food, che si aggiunge a quella del future food, è l'ultima arrivata in casa Maker Faire 4.0: a cura del docente dell'Università Federico II di Napoli e direttore scientifico di Rural Hack Alex Giordano, la sfida della nuova concezione dell'agroalimentare va nella direzione in cui l'unione della robotica con l'agricoltura può aiutare a vedere in maniera meno ottusa le sfide della sostenibilità economica, sociale ed ambientale. Già esistono strumenti a realtà aumentata per gestire il raccolto, come simulatori VR per macchine ergonomiche che, in alcuni casi, sfruttano l'intelligenza artificiale per muoversi in autonomia.

Per dare al meglio l'idea di cosa attenda i visitatori di Maker Faire Rome, l'area Rural hack si presenta con l'atmosfera di una vera e propria fattoria contemporanea, con tanto di prato in vera erba, balle di fieno e ambientazione rurale. Al suo interno ospita alcune tra le più interessanti invenzioni maker dedicate all'agricoltura e una serie di eventi e animazioni che mostreranno come il mondo dei maker possa essere utile al futuro dell'agricoltura sostenibile. Nella zona ci sono 4 campi agricoli con un'Area Prototipi. Quest'ultima ospiterà due progetti rivoluzionari e importanti per un approccio maker alla Rural Social Innovation. Si tratta della base operativa, dove saranno mostrati diversi progetti di ricerca e si terranno i workshop di Arduino per l'agricoltura.

I MODELLI
Questa zona è caratterizzata dalla presenza di un vero e proprio uliveto con almeno 30 ulivi e 30 alberelli. L'area conferenze è caratterizzata invece da una cupola geodetica, composta da travi giacenti su cerchi massimi, che ospiterà gli incontri e i workshop dell'intera area Agrifood. Le idee proposte possono riguardare innovazioni nei modelli di business e di distribuzione o soluzioni informatiche, etiche ed ecologiche per il settore agroalimentare, con un occhio di riguardo alla loro natura condivisibile e al recupero dei valori e delle identità socio-culturali di uno specifico territorio.
 

«Il ritorno alla terra, dettato dal mutamento di aspirazioni e priorità all'insegna del downshifting o dalla discontinuità rispetto ad un modello economico che ormai si sta sgretolando, è un argomento quanto mai attuale e che ha molti punti di congiunzione con l'etica maker (ed hacker) afferma il curatore dell'area Alex Giordano Vi è la convinzione che, con un maggiore supporto, le idee volte a valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano possano dare nuovo slancio a un'economia in profonda stagnazione, valorizzando l'enorme capitale delle biodiversità del nostro Paese e le potenzialità deflagranti che ha il cibo made in Italy nel Mondo».

Tra gli espositori, alcuni progetti italiani che raccontano come con le tecnologie si risolvono problemi di grande rilevanza come la fame del mondo o lo sfruttamento dei migranti: il Bloom Project è un prototipo di coltivazione idroponico progettato in collaborazione con il Dafnae di Padova con lo scopo di promuovere l'uso sostenibile delle risorse naturali e la diffusione di conoscenze sulla gestione e il miglioramento di piante, animali, terreno e microorganismi. Il crowdfunding di Funky Tomato servirà a finanziare la prima startup di produzione di salsa di pomodoro che non sfrutta i braccianti ma che garantisce loro salari dignitosi. Tra gli altri progetti, anche il corso di formazione per il modulo entry level di Open Source Hardware per l'agricoltura concepito con Officine Innesto e Arduino e un corso per hackerare una cupola geodetica per autocostruirsi una serra robotizzata a cura di Donato Gallo. «Per avere nuovi vantaggi competitivi dati dalle tecnologie 4.0 che siano anche per il tessuto italiano di piccole e microimprese agricole crediamo che il tema centrale sia quello della conoscenza conclude Giordano L'area RuralHack della Maker Faire, infatti, sarà un continuo di incontri per adattare le potenzialità della robotica al mondo dell'agricoltura».
Venerdì 1 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 03-12-2017 19:05

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