I pini di Roma: chi vuole salvare gli alberi, chi le persone che ci passano sotto

di Pietro Piovani
Sono le ultime ore del pino sotto casa mia.
Hanno deciso così in questa città che non
sa più manutenere la bellezza. #monteverde
@angfigoTg2



Quando cade un albero i romani, comprensibilmente, si arrabbiano: «Poteva finirci sotto qualcuno», dicono, e talvolta in effetti qualcuno ci finisce sotto sul serio. Ma quando un albero pericolante viene abbattuto, molti romani si arrabbiano lo stesso: «Bisognava curarlo, non buttarlo giù». Gli alberi sono un orgoglio di questa città giustamente fiera del suo verde pubblico che non ha paragoni tra le metropoli europee; ma allo stesso tempo gli alberi sono una minaccia. Tra il bene di una pianta e l’incolumità delle persone non dovrebbero esserci dubbi sulla scelta.

Invece i dubbi ci sono: «Non potevano limitarsi a potarlo?» polemizza l’uomo davanti al moncherino di legno che ancora spunta là dove fino alla sera prima si elevava un maestoso pino. Qualcuno gli fa notare che i pini sono alberi particolarmente pericolosi, tendono a schiantarsi, perché le radici vanno in orizzontale e spesso non riescono ad espandersi. C’è chi ricorda l’episodio di appena un mese fa a Prati, quel pino precipitato al suolo sebbene fosse stato da poco controllato. Altri fanno presente che i funzionari del Servizio Giardini si prenderebbero una bella responsabilità a salvare un pino in condizioni incerte, c’è già un’inchiesta aperta dalla procura per indagare sugli alberi caduti in città negli ultimi mesi, presto potrebbe partire qualche avviso di garanzia.

«E sì, allora tagliamo tutti gli alberi di Roma così niente più avvisi di garanzia» ribatte polemicamente l’uomo. Un modo per risolvere la diatriba ci sarebbe: sostituire le piante tagliate con piante nuove. Cosa che a volte si fa, altre volte - per mancanza di soldi - no.

(Nelle due foto: un pino prima e dopo l'abbattimento, avvenuto martedì scorso a Monteverde)

pietro.piovani@ilmessaggero.it
Giovedì 30 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:00

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4 di 4 commenti presenti
2017-12-14 07:27:53
Purtroppo i pini, per le loro caratteristiche botaniche, non sono alberi da città. Lasciarli solo negli spazi liberi e non accanirsi a renderli dei tronchi con un ciuffetto laddove creano pericolo o metterli in sicurezza con antiestetiche imbragature. Un albero macilento stretto fra due palazzi non mi dice granchè...
2017-12-13 20:39:39
Un verde che più passa il tempo più ha l'aspetto di quello di Aleppo o Damasco mentre sto scrivendo (o forse quello di Sarajevo durante l'assedio o quello di Hiroshima il 6 Agosto 1945 pomeriggio) e una misteriosa motosega che si muove solo ed esclusivamente per i pini, una sorta di "pinite" di cui si è ammalata Roma. I Platani? Non li toccano, tutti gli altri? Olmi , Siliquastri...macché! solo pini....è una moda oramai.... una città che permette alle auto di parcheggiare a 20 centimetri dalle scalinate barocche, può permettersi un verde da città del mondo occidentale? Faccio avanti e indietro Roma-Milano dall'88. Avessi visto uno, dico un albero tagliato il cui tronco è rimasto lì....bisogna andarli a cercare..."Roma la città con più verde...." Maddeké...ar casale de Decima, dove è aperta campagna...!
2017-12-01 12:38:17
Io sto con gli alberi, è l' uomo a non stare con sè stesso.
2017-11-30 14:01:01
Un albero ci mette decennni, secoli, per crescere. E poi, sovente, gli alberi che vengono abbattuti, vengono sostituiti con piante che nulla hanno a che fare con gli alberi abbattutti, quando e se vengono sostituiti. Curarli quando possibile sarebbe la strada più intelligente da seguire; abbatterli come estrema ratio. Qui dalle mie parti c'era una bellissima, stupenda quercia pluricentenaria. E' stata abbattuta e sostituita da un paio di tigli, due Fiat e quattro auto straniere.
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