Ai test di medicina con il cellulare in tasca

di Pietro Piovani
Test medicina generale, a Roma denunciate irregolarità. Fimmg Formazione: chiarimenti urgenti
@DoctorNews33

C’è qualcosa di inspiegabile nei racconti di tutti i candidati a tutte le prove di accesso e a tutti i concorsi per selezionare i futuri medici italiani. L’ultimo esempio sono i test di ammissione al corso di formazione in Medicina generale del Lazio, che si sono svolti la settimana scorsa all’Ergife: i partecipanti hanno riferito di aule stipate come la Metro B all’ora di punta, di candidati che si scambiavano suggerimenti senza che nessuno glielo impedisse, o che andavano in bagno con la scusa della pipì per smanettare con i telefonini, telefonini che infatti non erano stati ritirati e venivano usati sfacciatamente anche seduti al banco, e poi risposte ai quiz corrette a penna ma ammesse ugualmente dai commissari (di solito è vietato), e buste con le risposte unite ai dati anagrafici anziché essere tenute separate per impedire l’identificazione.

La cosa che colpisce è che molte delle presunte irregolarità denunciate - se confermate - lascerebbero pensare, più che a espedienti per truccare le selezioni, a semplici sciatterie organizzative. È vero che nel Paese, dei ricorsi al Tar e del “faccio causa”, tra i candidati dei concorsi pubblici ce n’è sempre qualcuno più attento a cercare appigli legali da portare all’avvocato che non a dare le risposte giuste. Ma proprio per questo sarebbe fondamentale adottare procedure d’esame standardizzate e inattaccabili. Se il nostro sistema sanitario non è in grado di organizzare un quiz a risposta multipla, potrà mai far funzionare un ospedale?

pietro.piovani@ilmessaggero.it 
Gioved├Č 2 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 07:55

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