Appalti illegali a Roma, dalle buche ai migranti 230 inchieste sul Campidoglio

di Valentina Errante
Affidamenti senza gara, lavori in economia con assegnazione diretta o a cottimo fiduciario, procedure negoziate senza pubblicazione del bando e poi carente controllo e verifica della prestazione. Ossia lavori pagati e mai eseguiti. Sono circa 180 i fascicoli aperti dalla procura di Roma sugli appalti irregolari del Campidoglio, corruzione, abuso d'ufficio e truffa tra il 2010 e il 2015. Alcune indagini riguardano anche più affidamenti passati dagli stessi funzionari e finiti in bilancio alle medesime società. Inchieste alle quali vanno aggiunte le dieci gare finite sotto processo per Mafia capitale e i 50 bandi ancora all'esame dei pm della Dda che indaga sulla cupola di Massimo Carminati.

Si va dalle gare dell'Ama e dei servizi sociali, affidate e rinnovate senza seguire le procedure alle coop di Buzzi, a quelle dell'Atac e del verde pubblico. Poi i municipi, con i lavori pagati e mai eseguiti. E la manutenzione del manto stradale, con un fascicolo ancora aperto che punta a far luce sull'intera città: dal I al XX municipio. La maggior parte delle irregolarità segnalate dall'Anticoruzione sono già oggetto di indagine della procura, dodici sostituti impegnati sulla pubblica amministrazione coordinati dall'aggiunto Francesco Caporale. Il rifacimento del manto stradale, l'appalto per la raccolta delle foglie, le gare per il business degli immigrati. In alcuni casi, invece, gli accertamenti dall'Anac hanno messo in luce illeciti amministrativi.

ATAC
E' stata proprio l'Anac a segnalare le anomalie degli appalti Atac: negoziazioni senza bandi per lotti frammentati. Il caso più eclatante, sotto la giunta Marino, è quello della vigilanza armata e della manutenzione di treni e bus. Per i vigilantes si è fatto ricorso a dieci procedure di negoziate senza pubblicazione, che nel totale si aggirano sui 50milioni di euro. Uno dei lotti, dal 16 febbraio al 30 settembre 2015, è arrivato a superare i 15,4 milioni di euro per il servizio di vigilanza armata, portierato e ronda presso tutti i siti di Atac con una deliberazione del cda. Anche i tre lotti (due da 6,5milioni e uno da circa 11 milioni di euro) per la manutenzione di 53 convogli nel 2014-2015 e una costellazione di altri affidamenti per lo stesso servizio con cifre più basse sembrano rientrare nello stratagemma. Sono almeno due i fascicoli aperti dalla procura di Roma.
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Mercoledì 16 Marzo 2016 - Ultimo aggiornamento: 17-03-2016 13:25

© RIPRODUZIONE RISERVATA
COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2016-03-16 11:36:06
Roma non è solo mafia, ma è la capitale di un paese dove non c’è angolo immune dal crimine politico «New York Times» 12 dicembre 2014
2016-03-16 17:20:19
In tutti questi anni il porto delle nebbie ha dormito!! questa è la realtà
2016-03-17 07:37:03
Centinai e centinaia di scandali e ruberie varie scoperte. E quello che ancora non si sa? In che mani è stata la capitale? Ad ogni buon conto, Roma non puo' più essere affidata a politici! I romani devono scegliere persone serie ed oneste, che siano al di fuori di tutto.
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