Usa, Sarah Palin: sto con Trump. Ma l'arresto del figlio imbarazza l'ex governatore

La campagna elettorale americana, a meno di due settimane dall'avvio delle primarie, promette ancor più fuochi d'artificio. A fianco del vulcanico e incontenibile Donald Trump è infatti scesa in campo Sarah Palin, l'effervescente ex governatrice dell'Alaska assurta agli onori delle cronache mondiali quando nel 2008 fu candidata alla vicepresidenza dal senatore repubblicano John McCain, battuto da Barack Obama.

«Siete pronti per un Commander in chief che ama il suo Paese e che non chiede scusa per il suo Paese? Che lascia fare ai suoi guerrieri il loro lavoro e che prende l'Isis a calci nel culo?», ha detto Palin. Il suo, sul palco di Ames, in Iowa, è stato un vero e proprio show, come ai tempi della campagna elettorale del 2008, quando il senatore John McCain la candidò alla vicepresidenza. Loda Trump per il suo andare contro l'establishment, a partire da quello del partito repubblicano: «È l'unico che ha il fegato di dire come stanno le cose, senza guardare al politicamente corretto». E, ha aggiunto l'ex governatrice dell'Alaska, «non deve chiedere niente a nessuno per vincere».

Palin può rivelarsi una carta più che efficace per contrastare l'ascesa del senatore texano Ted Cruz, rivale nella corsa delle primarie repubblicane, oltre che per intercettare quell'elettorato fedele al movimento antitasse dei Tea Party finora scettico nei confronti di Trump. «Sono orgogliosa di sostenere Donald», ha affermato l'ex reginetta proprio dei Tea Party. Trump ringrazia: «Sono enormemente onorato. Sarah è un'amica, una personalità di spicco pere la quale ho grande rispetto». 

E c'è da aspettarsi spettacolo da due personaggi sicuramente anticonformisti che, al di là della politica e degli affari, sono diventati entrambi star televisive, abituate a stare sotto la luce dei riflettori. Di sicuro - sottolineano gli osservatori - Palin avrà l'effetto di alimentare ulteriormente il circo mediatico attorno al già incontenibile Trump. Circo mediatico che finora ha rappresentato anche la forza di un candidato che, prima che dagli avversari democratici, viene visto con diffidenza e con fastidio, dall'establishment del suo stesso partito. Quei vertici del Grand Old Party che avevano piuttosto puntato su candidati come Jeb Bush o Marco Rubio.

Per la Palin, decisamente in ombra negli ultimi tempi, è poi un'occasione per rilanciarsi, per rimettersi in pista. E chissà che Trump non le faccia la proposta di un ticket che la ricandidi alla vicepresidenza. È comunque un'altra donna destinata a movimentare la campagna elettorale della destra Usa, dopo una serie di performance finora impalpabili della candidata Carly Fiorina, ex amministratrice delegata di Hp. 

Mentre Palin annuncia l'appoggio a Trump però per l'ex govenatore arriva subito un guaio: il figlio maggiore, il 26enne Track, è stato infatti arrestato per violenza domestica, accusato di aver aggredito e minacciato con un'arma la compagna mentre era ubriaco. Secondo quanto ha reso noto la polizia dell'Alaska, stato governato da Palin fino al 2009, l'arresto è avvenuto poche ore prima del comizio in Iowa in cui la repubblicana, amatissima dagli ultra conservatori, si è schierata al fianco del miliardario newyorkese. «La nostra inchiesta ha rivelato che Track Palin ha commesso violenza domestica, aggredendo una donna, impedendole di denunciare il crimine alla polizia e impugnando un'arma mentre era ubriaco», si legge nella dichiarazione della polizia.

Intanto in campo democratico cattive notizie per Hillary Clinton: l'ultimo sondaggio della Cnn sul New Hampshire, lo Stato dove si voterà per le primarie il 9 febbraio, vede il senatore Bernie Sanders staccarla di ben 27 punti con il 60% delle preferenze. Un brutto colpo per la Clinton che vede assottigliarsi anche il vantaggio che ancora ha a livello nazionale.

Clinton deve fare i conti non solo con un Bernie Sanders in ascesa, ma anche con l'incubo dello scandalo delle e-mail che continua a perseguitarla. Alcune di queste infatti - riporta la repubblicana Fox News - sarebbero state super 'top secret' e, nonostante ciò, scambiate su un server privato di posta elettronica, invece che su quello del Dipartimento di stato. 


 
Mercoledì 20 Gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento: 21-01-2016 13:56

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