Spagna, strage studentesse Erasmus, le famiglie: «Riaprite il processo, l'autista era malato di cuore»

L'autista del pullman dell'Erasmus in cui morirono 13 studenti universitari in Catalogna il 20 marzo 2016 non decise di fermarsi nonostante l'insorgere dei primi sintomi di stanchezza, e così mise in pericolo l'incolumità di decine di persone a bordo: un difetto di diligenza, reso ancor più grave dal fatto che lo stesso autista è risultato affetto in passato da una cardiopatia ischemica per esiti di legionellosi.

È quanto evidenziano, basandosi sulle indagini dei Mossos d'Esquadra, i legali delle famiglie delle vittime italiane nel ricorso depositato contro l'archiviazione del giudice Eduardo Josè Navarro del tribunale di Amposta. Per i legali delle vittime italiane le testimonianze dei passeggeri superstiti e gli accertamenti dei Mossos d'Esquadra dimostrano che la causa dell'incidente è imputabile alla stanchezza e alla sonnolenza dell'autista. Gli accertamenti tecnici escludono avarie al sistema meccanico e ai freni del bus. Per le famiglie, dunque, ci furono colpa grave e negligenza dell'autista e il processo va riaperto.


«Il ragionamento a fondamento del provvedimento di archiviazione è illogico e del tutto incompatibile con l'applicazione dell'art.641 primo comma della vigente "LE Criminal" sussistendo nella fattispecie indizi chiari ai fini della formazione dell'imputazione», spiega l'avvocato Stefano Bartoli, che assiste la famiglia di Lucrezia Borghi, una delle studentesse italiana morte nell'incidente. «Gli accertamenti dei Mossos D'Esquadra - prosegue il legale - dimostrano in maniera chiara, unitamente alle testimonianze dei passeggeri prestate in sede giudiziale, come la causa dell'incidente sia imputabile alla stanchezza e alla sonnolenza dell'autista: tesi che trova conferma nelle risultanze degli accertamenti tecnici sull'autobus che hanno escluso alcuna anomalia tecnica né al sistema meccanico che a quello frenante. Né può essere invocato il contenuto della deposizione dell'autista, incomprensibilmente ascoltato sette mesi dopo».

Le famiglie delle vittime italiane hanno fatto ricorso in appello all«Audiencia provincial di Tarragonà (corte d'appello), giudice di grado superiore rispetto al giudice istruttore Navarro del tribunale di Amposta. Tuttavia, sempre contro la stessa archiviazione, c'è un secondo ricorso pendente, un'impugnazione (recurso de reforma) presentata dalle famiglie delle altre vittime non italiane: questo ricorso è stato fatto presso lo stesso giudice Navarro, che peraltro già due volte ha archiviato il procedimento penale sull'incidente».


«Sul nostro ricorso deciderà la Corte d'Appello di Tarragona in composizione collegiale - spiega sempre l'avvocato Bartoli - Anche il pubblico ministero, che condivide la fondatezza dell'imputazione, ha proposto opposizione all'archiviazione scegliendo anch'egli la strada dell'impugnazione presso l'organo superiore. Purtroppo altre parti processuali hanno scelto di presentare ricorso al giudice istruttore: questo doppio binario previsto dalla legge spagnola ha come conseguenza, in ordine temporale, che prima venga adottata la decisione dal Tribunale di Amposta e solo successivamente si pronuncerà la magistratura di grado superiore. Ovviamente questo potrebbe influire sulle tempistiche visto che il giudice Navarro non si é distinto finora per celerità». Inoltre, un procedimento amministrativo è aperto contro la ditta Alejandro Autocares, proprietaria del pullman.
Gioved├Č 12 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2017 12:37

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