Crolla cavalcavia sull'A14: 2 morti e 2 feriti. La tragedia all'altezza di Ancona

Un ponte è crollato sulla A14. Due persone sono morte, altre due ferite. Dopo il caso di Lecco dell'ottobre scorso, oggi il ponte 167 è crollato sull'autostrada A14 al km 235+800, all'altezza di Camerano (Ancona), tra Loreto e Ancona Sud. Si contano due morti e due feriti. L'autostrada è stata chiusa in entrambe le direzioni. La corsia interessata dal crollo è la nord. 
 
 

Le due vittime sono Emidio Diomede, 60 anni, e la moglie Antonella Viviani, 54. La coppia viveva a Spinetoli (Ascoli Piceno). Ssi trovavano a bordo della loro auto, un Nissan Qashqai bianco, quando sono rimasti schiacciata sotto il ponte. È l'unica auto coinvolta. I due feriti invece, sono due operai che erano al lavoro su delle impalcature. Altri automobilisti hanno visto il crollo riuscendo a frenare in tempo«I soccorsi sono arrivati subito, sono stati immediati», ha detto all'ANSA il prefetto di Ancona Antonio D'Acunto.

Autostrade per l'Italia spiega, in una nota, che il ponte crollato era una struttura provvisoria posizionata a sostegno del cavalcavia, che era chiuso al traffico. Il crollo è avvenuto nell'ambito dei lavori di ampliamento a tre corsie dell'A14 nel tratto tra Ancora Sud e Loreto. Sulla base delle informazioni al momento acquisite, continua Autostrade per l'Italia, le attività di sollevamento del cavalcavia interessato dal crollo lungo l'A14, «erano state completate alle ore 11:30. Al momento dell'incidente, alle 13 circa, il personale stava realizzando attività accessorie. Sul cantiere, peraltro, era presente l'ingegnere responsabile tecnico dei lavori per la Delabech». La società Delabech, prosegue Autostrade, «è una società specializzata con qualifiche di legge per i lavori in oggetto e munita di certificazione delle società Protos, Bureau Vertitas e Accredia. La stessa società aveva eseguito analoghi lavori su altri cavalcavia della stessa tratta. Autostrade per l'Italia ha già messo a disposizione della magistratura tutti gli elementi contrattuali relativi all'affidamento dei lavori». Si stanno acquisendo «tutti gli elementi per ricostruire la dinamica dell'evento, partendo dai documenti progettuali elaborati dalla Delabech stessa».
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta predisponendo l'istituzione di una commissione ispettiva di esperti del dicastero per analizzare e valutare quanto accaduto. Il decreto di nomina verrà firmato dal Ministro Graziano Delrio. Lo annuncia una nota del ministero.

Viabilità. La Polizia Stradale informa che le uscite sulla A14, a causa del crollo del cavalcavia al chilometro 235, le uscite obbligatorie sono state anticipate a Civitanova Marche in direzione nord e Ancona nord in direzione sud.

I feriti. «Non ci abbiamo capito niente, ad un certo punto è crollato tutto, e ci siamo ritrovati per terra». Sono le prime parole che due dei tre operai romeni rimasti feriti nel crollo del ponte hanno detto ai soccorritori e al primario del pronto soccorso dell'Ospedale di Torrette, ad Ancona Aldo Salvi. O. E., 47 anni, residente a Frascati, e I. F., 57, che vive a Montecompatri, sono entrambi dipendenti della Delabech, l'impresa romana incaricata da Autostrade per l'Italia dei lavori sul ponte. Lo dice all'ANSA il dottor Salvi. Il 47enne ha riportato una frattura al polso, il compagno un trauma cranico di media gravità e contusioni multiple. Se non insorgeranno complicazioni, potrebbero essere dimessi dall'Osservazione del pronto soccorso già domani. Il terzo ferito invece, anche lui romeno, è stato medicato nell'ospedale di Osimo per lievi contusioni. La testimonianza dei tre operai sarà determinante per l'inchiesta del pm Irene Bilotta.


Al momento non ci sarebbero legami fra i terremoti che hanno colpito le Marche dal 24 scorso a oggi e il cedimento del ponte provvisorio 167. Questo almeno stando alle prime ipotesi formulate nell'immediatezza della tragedia. Saranno comunque le perizie tecniche che la procura di Ancona disporrà nei prossimi giorni a fare chiarezza sulle cause del disastro. Il ponte, chiuso il 28 febbraio scorso per lavori di manutenzione, sarebbe rimasto interdetto al traffico fino al prossimo 15 maggio. Opere di manutenzione analoghe sono state condotte con modalità identiche in altri 19 ponti dell'autostrada.

«La notizia della tragedia che ha colpito la famiglia Diomede rattrista immensamente non solo me, ma tutta la comunità di Spinetoli, città alla quale Emidio e Antonella erano legatissimi e noi tutti a loro». È commosso il sindaco di Spinetoli Alessandro Luciani nel ricordare i due coniugi morti nel crollo del ponte. La coppia si stava recando presso l'ospedale regionale di Torrette per una visita di controllo della donna, che recentemente era stata sottoposta ad un intervento chirurgico. «Persone squisite, attaccate al nostro territorio tanto da contribuire non solo economicamente all'organizzazione di feste ed eventi, ma partecipandovi personalmente, soprattutto d'estate» prosegue il sindaco, rivelando che i coniugi Diomede «stavano per diventare ancora una volta nonni, poiché la moglie del figlio Daniele è in dolce attesa». Emidio e Antonella gestivano un'azienda di confezioni a Colli del Tronto. «Una piccola azienda a conduzione familiare nella quale erano entrambi impegnati. Con la loro ditta in passato avevano anche sponsorizzato società sportive della zona, sempre disponibili a dare una mano ai giovani. A loro ero legato non solo come sindaco, ma soprattutto per la grande amicizia che ci univa, così come con i due splendidi figli Daniela e Daniele ai quali va l'abbraccio sincero di tutta la comunità di Spinetoli. È un lutto che ci colpisce e in Giunta vedremo come commemorarli in occasione dei funerali» conclude Luciani. Antonella Viviani era originaria di San Benedetto del Tronto, Emidio Diomede di Controguerra (Teramo).
Giovedì 9 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 10-03-2017 11:44

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5 di 49 commenti presenti
2017-03-09 16:15:08
In primis le mie condoglianze alla famiglia delle povere vittime. Poi un appello agli italiani veri e nazionalisti: è ora di riprenderci il Paese. Se non ci sbarazziamo di tutta l'attuale classe politica, che controlla ogni settore dell'Italia, siamo tutti condannati a morte o, nella migliore delle ipotesi, ad essere spennati fino all'ultimo giorno di vita. Se proprio dobbiamo fare questa fine, almeno ribelliamoci e proviamo a migliorare le cose. Da quanti pollici di approvazione o disapprovazione riceverà il mio commento, capirò ancor meglio se quello che accade ce lo meritiamo o meno.
2017-03-09 14:39:10
Ma e' la seconda volta in pochi mesi! Veramente questo paese cade a pezzi! Basta tagli e austerità! Qui ne va della vita della gente
2017-03-09 15:14:24
I nodi stanno venendo al pettine. Decenni di manutenzioni non fatte o fatte male, in tutti e due i casi per rubare i soldi. Oppure lavori non eseguiti perché i soldi ci sono, ma solo per i clandestini che vanno mantenuti. Il paese cade a pezzi ed i politici sono impegnati a spartirsi appalti con amici e parenti a fare favori alle banche e alle lobby per avere voti e alle coop rosse per spartirsi l'affare del millennio dei clandestini. E gli italiani dimenticati, muoiono a causa delle inadempienze dello stato o si uccidono perché non c'è lavoro e la nostra vita vale sempre meno, grazie all'euro e ad una politica scellerata e miope che fa diventare sempre più ricchi chi aveva già una montagna di soldi e sta creando milioni di nuovi poveri, che prima erano la classe media. Ma la storia lo insegna, prima o poi il popolo si ribellerà e lo farà co estrema fermezza e durezza e allora i responsabili pagheranno un conto salatissimo.
2017-03-09 16:29:45
siamo un paese allo o sbando completo.. forse si dimentica il ponte pericolante in sicilia appena inaugurato? siamo in mano a degli speculatori . la colpa e' di chi ha venduto le nostre strade .
2017-03-09 15:06:25
Si paga anche il pedaggio per morire adesso..
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