Giorgio Ursicino
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Vettel sbaglia ancora, Hamilton conquista il quarto titolo con due gare di anticipo

Il sogno di allungare ancora il campionato, e tornare sul gradino più alto del podio dopo aver conquistato la pole position, si infrange alla prima chicane. Un contatto multiplo impedisce a Vettel di vincere la gara e tiene lontano Hamilton dalle posizioni di vertice, ma tanto basta all’inglese per conquistare con due corse d’anticipo la quarta corona iridata della sua carriera. Il gran premio del Messico va a Verstappen che precede la seconda Mercedes di Bottas; i due, mai in difficoltà a difendere le loro posizioni, sono stati la garanzia di Lewis di chiudere i giochi in anticipo poiché, anche con il britannico fuori dai punti, Sebastian sarebbe dovuto arrivare almeno secondo per continuare a sperare.

I primi tre sulla griglia scattano bene e, sfruttando al meglio le scie concesse dal lungo rettilineo, arrivano appaiati alla prima staccata. Nel corpo a corpo, si sa, l’olandese è parecchio forte e poi fra i tre è l’unico che può pensare solo alla gara non avendo ambizioni mondiali. Max all’interno tiene giù e scavalca Sebastian toccando con la sua ruota posteriore sinistra l’ala anteriore del ferrarista. Danno lieve per la SF70-H, ma dietro alla Red Bull si è infilato anche Hamilton e questa volta il contatto fra la Mercedes e la Rossa è parecchio violento. L’ala del tedesco esce malconcia, lo pneumatico posteriore destro del britannico si squarcia. I due campioni in lotta per il titolo sono costretti entrambi ai box e ripartono in fondo al gruppo, ma il pilota della Freccia d’Argento accusa un ritardo maggiore perché ha dovuto percorrere un intero giro con la gomma a terra.

Nonostante una bella rimonta, su un tracciato dove non è poi tanto facile superare, Seb chiude quarto, Lewis nono ed i 56 punti di vantaggio dell’inglese sono impossibili da annullare in sole due gare. La Ferrari aveva un buon passo, ma Raikkonen ancora una volta non ha graffiato confermando che quando il tedesco è out per il Cavallino diventa quasi impossibile vincere. La corsa che ha consentito all’inglese di riprendersi lo scettro lo scorso anno finito al compagno Rosberg, consacra definitivamente (se mai ce ne fosse stato bisogno) Max Verstappen protagonista di una corsa stratosferica al volante di una Red Bull tornata spaziale. Il progettista mago Adrian Newey è sempre stato famoso per i grandi recuperi delle sue creature a stagione in corso, ma in questa i progressi della monoposto austro-britannica motorizzata Renault sono stati fantastici tanto che qualcuno ipotizza siano state apportate alla vettura sviluppi estremi, da verificare con attenzione.

Max ha corso con autorità estrema e, vincendo la seconda gara di fila, ha confermato ancora una volta di essere un predestinato. Il ragazzo è audace, veloce, costante e non sbaglia quasi mai; nulla ha potuto, o voluto, Bottas per contrastarlo. Alla Mercedes era infatti sufficiente che Vettel non arrivasse secondo per avere la certezza anticipata anche del titolo Piloti. In un giorno in cui i motori Renault hanno sofferto molto l’affidabilità, Max è andato come un razzo lottando sul filo dei millesimi con Sebastian anche per il giro più veloce nonostante nel finale montasse le rosse supersoft rispetto alle più morbide ultrasoft del rivale.

A togliere a Lewis il filo di amarezza per aver conquistato il Mondiale in un giorno in cui è stato lontano dal podio ci ha pensato il duello finale per l’anonima nona posizione con Fernando Alonso al volante di una McLaren che ha chiuso la stagione in crescendo. Lewis e Fernando, che hanno una grande stima reciproca da quando dieci anni fa hanno ferocemente litigato correndo per lo stesso team, hanno affrontato diverse curve e rettilinei affiancati ricordando i duri ma leali duelli a ruote fumanti fra Senna e Mansell. La Ferrari ci riproverà il prossimo anno partendo da una base molto più solida, ma con una Red Bull così in palla e un Hamilton libero da pensieri iridati anche le ultime due gare si annunciano al cardiopalma. Martedì 31 Ottobre 2017, 18:26
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