La carta di credito non serve più: ora si paga facendosi leggere negli occhi

di Anna Guaita
NEW YORK In un mondo sempre pi¨ digitalizzato, siamo tutti esposti al rischio di furto di identitÓ. Gli hacker ci possono rubare le password, entrare nella nostra posta elettronica, nei nostri conti bancari, magari clonare i nostri bancomat e pelarci prima che ce ne possiamo accorgere.



La necessit├á di metodi di identificazione che siano veloci e sicuri ha portato tutti i Paesi a sperimentare ricerche di ogni genere: la voce, i tratti facciali, le impronte digitali, perfino l’andatura, sono studiati e adottati da vari servizi segreti come tratti biometrici di riconoscimento. Ma fra tutti i metodi, quello che sta prendendo piede al punto di essere commercializzata per le normali attivit├á quotidiane di un qualsiasi consumatore ├Ę la scansione della retina. Negli Usa viene largamente usata come carta d’identit├á digitale. Per esempio in alcuni aeroporti chi accetta di farsi scansionare la retina non deve poi fare la fila ai controlli. Ma ├Ę nel Medio Oriente che la retina ├Ę diventata la chiave per ritirare soldi al bancomat, pagare alla cassa del supermercato, addirittura riscuotere la pensione.



La nuova tecnologia, brevettata dalla societ├á Iris Guard, si sta diffondendo nel resto del mondo. In un’intervista concessa all’agenzia Ansa, il presidente della societ├á, Imad Malhas, ha spiegato: ┬źAbbiamo cominciato dieci anni fa, ma poich├Ę la Giordania ha risorse limitate e non c'├Ę un mercato abbastanza vasto, abbiamo dovuto allargare la nostra attivit├á prima ai Paesi arabi del Golfo e poi all'Europa e agli Usa┬╗. Fra i clienti di Iris Guard c’├Ę anche l’Onu, il cui ufficio dei diritti umani, Unhacr, ha adottato il riconoscimento tramite scansione dell’iride nell’assistenza ai profughi della Siria: offrendo l’occhio al controllo di un lettore, i profughi possono riscuotere la loro piccola pensione di assistenza mensile. La scansione dell’iride pu├▓ essere effettuata a distanza anche di un metro (per contro quella della retina richiede che la persona metta l’occhio a distanza ravvicinatissima al lettore). A differenza delle impronte digitali che presentano una media di 60-70 punti di riferimento, l’iride ne presenta almeno 200, e per questo ├Ę giudicata una forma di identit├á quasi imbattibile. Gigantesche banche dati di impronte digitali e iridi sono in fase di sviluppo in India e in Argentina, e c’├Ę molto dibattito in Israele per un simile progetto pilota. L’identificazione via iride ├Ę utilizzata dagli americani nella guerra in Afghanistan, ai confini con il Messico, e negli aeroporti. Eppure nella carta verde, primo documento di identificazione degli immigrati legali, non ├Ę stata adottata, e si preferisce ancora usare una foto in cui la persona mostra un orecchio scoperto. Prima della digitalizzazione dei tratti biometrici, l’orecchio era lo standard pi├╣ sicuro di riconoscimento visivo, a parte le impronte digitali che per├▓ sono difficili da controllare sull’istante.



Quel che ancora trattiene le agenzie federali dall’abbracciare appieno la scansione dell’iride ├Ę la scoperta che gli hacker potrebbero penetrare nelle banche dati e creare immagini sintetiche delle iridi tanto fedeli da essere poi lette dagli scanner come se l├Č davanti ci fosse la persona in carne ed ossa. Cambiare una carta di credito, o una e-mail, farsi rilasciare un nuovo bancomat non sono imprese impossibili. Ma, fanno notare gli scettici, trovarsi una nuova iride una volta che qualche pirata informatico te l’ha rubata, ├Ę impossibile.
Marted├Č 19 Febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento: 20-02-2013 22:52

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