Spadafora dice sì alle partitelle, ma il CTS lo gela: «Ancora troppo presto»

Mercoledì 24 Giugno 2020

«Già ieri ho anticipato il mio parere favorevole alla riapertura. Manca solo l'assenso del ministro Speranza: appena lo darà si potrà ricominciare». Così su Facebook il ministro dello sport e delle politiche giovanili annuncia il suo ok alla ripresa delle attività sportive amatoriali con contatto, ma il suo auspicio viene "gelato" dal Cts, che ritiene prematura la ripresa.
«Mi avete scritto e fatto sentire con forza - aggiunge Spadafora - dopo che il Consiglio dei ministri ha deciso lo slittamento dal 18 al 25 giugno per la ripresa degli sport di contatto, la voglia e la necessità di ricominciare a giocare nei centri sportivi di tutto il Paese, consentendo a migliaia di gestori e lavoratori di riprendere le loro attività. Per questo, prima dei termini previsti, ho incontrato in video conferenza il Presidente Bonaccini e i rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che hanno stilato le indicazioni per la ripresa immediata, che saranno approvate domani».

Il Cts, invece, ha ricacciato indietro la speranza non ritenendo «al momento di poter assumere decisioni al riguardo che siano difformi rispetto alle raccomandazioni sul distanziamento fisico». Rispetto dunque alla «possibile ripresa delle attività sportive degli sport di contatto», il Cts «conferma che in considerazione dell'attuale situazione epidemiologica nazionale con il persistente rischio di ripresa della trasmissione virale in cluster determinati da aggregazioni certe come negli sport da contatto, debbano essere rispettate le prescrizioni relative al distanziamento fisico e alla protezione individuale». A tal proposito, il Cts ricorda che la deroga a tali prescrizioni è stata validata esclusivamente per la «ripresa delle gare di calcio professionistico limitatamente alla serie A», perchè «tale deroga» è «stata accettata in presenza di un interlocutore formale - la società sportiva - che ha assunto piena responsabilità» riguardo all'«esecuzione e il controllo di uno stringente protocollo di diagnosi e monitoraggio continui». Dunque, in assenza di «simili protocolli a favore di singoli individui che si dedicano ad attività a livello amatoriale o di società dilettantistiche», il Comitato tecnico scientifico «non ritiene al momento di poter assumere decisioni al riguardo che siano difformi rispetto alle raccomandazioni sul distanziamento fisico».

Ultimo aggiornamento: 20:50
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