I dilettanti e l'emergenza
Gambale: «Mi alleno a casa, cercando di non fare danni...»

Domenica 15 Marzo 2020 di Ugo Baldi
foto Topini
Il difensore più arcigno che deve superare, è la mamma. Che quando lo vede palleggiare dentro casa, lo guarda male. Diego Ga,mbale, re del gol del Montespaccato e dell’Eccellenza (24 reti come Manuel Vittorini della Monti Cimini) vive l’emergenza nel rispetto delle disposizioni emanate, cercando di non mettere troppo da parte la sua passione per il pallone. «La maggior parte del tempo la trascorro in casa, come tutti», premette il classe ‘98, «ma appena c’è una possibilità, provo a sgranchirmi le gambe correndo in strade deserte da solo. Resto fuori il minimo indispensabile, poi torno a giocare alla play station o a guardare la tv». E gli allenamenti? «Seguo un programma personalizzato e palleggio dentro casa con mia madre che lancia sguardi “intimidatori” Finora non ho fatto danni, e dunque va tutto bene. Spero di non farne fino alla fine», prova a scherzare Diego. Che poi sottolinea come «il calcio mi manchi tanto, soprattutto la domenica. Erano anni che non mi capitava di stare ferme così a lungo».

Per l’attaccante di Forte Bravetta quella di quest’anno è la terza stagione nel massimo campionato regionale. Ora gioca (e segna...) nel Montespaccato, dove ha preso il posto di un altro Re del gol, Aimone Calì. Sul piano personale, il centravanti è già a più tre reti dal primato della scorsa stagione, quando con la maglia della Boreale aveva segnato 21 volte. Proprio attraverso i gol, Gambale vuole «salire in serie D insieme al Montespaccato. I presupposti ci sono tutti e spero, emergenza consentendo, di poter festeggiare tra qualche tempo la mia migliore stagione proprio con il salto nel campionato italiano dilettanti». 

GLI INIZI
Gambale ha iniziato la carriera nell’Urbetevere, poi ha proseguito nelle giovanili della Lazio, per passare poi alla Lupa Roma e alla Boreale, prima di approdare al campo di via Stefano Vaj. «Sono maturato in questi anni in esperienza, questo è sicuro, e sono diventato anche più sicuro in campo». Il tecnico della capolista del girone A, Fabrizio Ferrazzoli, lo ha subito piazzato al centro dell’attacco come la maglia di titolare. «È un tecnico che mi ha trasmesso tranquillità, dato sempre ottimi consigli e questo mi permette di segnare dedicare tanti gol a Martina, che è la mia fidanzata, che in questi giorni di chiusura in casa mi manca tanto». Diego rivolge un pensiero Aache la squadra, che rappresenta «un bel gruppo anche fuori dal campo che permette poi di scendere in campo e di giocare con la massima serenità».

LA SFIDA CON VITTORINI
Nella lotta per il titolo di capocannoniere è in lizza con Manuel Vittorini (Monti Cimini) anche lui a quota 24 reti che nella passata stagione è stato superato proprio da Calì alla fine del campionato. «In questo momento non guardo davvero alla classifica, anche se non nascondo che ci tengo a vincerla e diventare l’erede di Calì, prima però vengono gli interessi dei tutti è chiaro». Stravede per lui Massimilano Monanni, che spiega come Diego sia «molto legato alla famiglia». E come sia arrivato al Montespaccato attraverso «il programma Talento e Tenacia dell’Asilo Savoia. Ha ereditato la maglia di Cali e la mascotte Savoia, la cagnolina diventata protagonista del rito propiziatorio domenicale che forse gli da la carica anche per realizzare i gol».
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