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Sempre più studenti abbandonano la scuola, Sardella: «E' colpa della dad»

Barbara Sardella, la direttrice dell'ufficio scolastico provinciale di Treviso, lancia l'allarme sull'abbandono della scuola per colpa della Dad
di Mauro Favaro
3 Minuti di Lettura
Lunedì 3 Gennaio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 16:56

TREVISO - Sono stati quasi 470 i ragazzi del trevigiano che l’anno scorso hanno abbandonato la scuola. Per la precisione 469. Dopo l’anno dell’esplosione dell’epidemia di coronavirus e il primo lockdown generale che ha fatto conoscere la didattica a distanza, la dispersione scolastica nella Marca è tornata a salire. I dati diffusi dall’ufficio scolastico dicono che nel 2019/2020, l’anno appunto segnato dall’avvio dei contagi, erano stati registrati 432 abbandoni. Nel 2020/2021, invece, lo scorso anno scolastico, ce ne sono stati 469. Per un aumento dell’8,5%. «La didattica a distanza ha lasciato un segno profondo nella formazione dei ragazzi, aumentando la dispersione scolastica – ha sottolineato Barbara Sardella, dirigente dell’ufficio scolastico di Treviso – gli esiti delle rilevazioni purtroppo l’hanno confermato nella sostanza». Gli effetti, però, non sono stati uguali in tutte le scuole. I licei e gli istituti tecnici, paradossalmente, hanno contato più studenti che hanno lasciato nell’anno del primo lockdown generale rispetto all’anno scorso: 117 contro 86 ai licei e 134 contro 115 nei tecnici. Ma negli istituti professionali le cose sono andate diversamente. In modo così profondo da ribaltare il quadro generale. 


I NUMERI

Nell’anno dell’esplosione dell’epidemia, infatti, i professionali avevano registrato “solo” 181 abbandoni. L’anno scorso, invece, sono stati addirittura 268. Per un aumento di oltre il 48%. Nel 2019/2020 le bocciature erano state azzerate. Nel 2020/2021 c’è stato inevitabilmente un riequilibrio. E la maggior parte dei ragazzi dei professionali (94) ha abbandonato gli studi proprio in seguito alla non ammissione alla classe successiva. Molti in realtà avevano anche provato a rimettersi sui libri, ma poi hanno mollato prima del 15 marzo 2021 (76). E un altro gruppo di studenti non si è ritirato ma ha comunque messo di andare a scuola (67). Le attuali difficoltà degli istituti professionali, inoltre, sono confermate pure dalla variazione delle iscrizioni: cinque anni fa raccoglievano oltre il 25% dei ragazzi, adesso sono scesi sotto quota 22%. Quel che è certo è che lo stop alle bocciature deciso nell’anno scolastico che ha visto l’esplosione dell’emergenza Covid, quello del 2019/2020, non è stato agilmente superato in nessun indirizzo. Anzi. E si rischiano di vedere altri strascichi anche il prossimo giugno. 


GLI STRASCICHI

I dati dicono che l’anno scorso è stato bocciato il 12,96% dei ragazzi delle seconde superiori trevigiane. Due anni prima (pre-Covid), per avere un metro di paragone, ci si era attestati al 6,67%. Anche le classi terze e quarte hanno visto aumentare i non ammessi. Solo le prime e le quinte non hanno registrato contraccolpi: di fatto è andata bene solamente a chi era ormai a un passo dal diploma e a chi ha avuto in qualche modo il tempo di abituarsi alle regole dell’emergenza sanitaria fin dalla terza media. Nello specifico, tra prima e dopo l’anno dell’epidemia gli studenti bocciati al secondo anno dei licei sono passati dal 3,6% al 7,8%. Negli istituti tecnici si è arrivati al 17,8% (rispetto al 9,4%). E nei professionali al 14% (rispetto all’8,9%). Adesso bisogna ripartire da questi numeri. Epidemia da coronavirus e didattica a distanza permettendo, ancora una volta. 

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