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Macerata, false opere d'arte trovato anche un Raffaello da 5 milioni

Il faslo Raffaello sequestrato
di Rosalba Emiliozzi
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 10 Settembre 2014, 12:47 - Ultimo aggiornamento: 18:17

MACERATA - Arte di altissimo livello a prezzi ribassati. Con questo passaparola una galleria d'arte si era fatta spazio nell'imprenditoria marchigiana ed italiana. In tanti - e spiccano anche nomi di collezionisti e industriali Vip - hanno dato una sbirciatina all'esposizione di Passo di Treia, tentati dall'investire nelle opere di pittori da capogiro a costi contenuti. Ventitrè quadri, abilmente contraffatti, sono stati tolti dal mercato appena in tempo, due - tra cui un suggestivo Rembrandt - sono stati venduti a facoltosi acquirenti che avrebbero pagato 150 e 80 mila euro per due copie attribuite a famosi artisti.

L'operazione
Si chiama «Operazione Raffaello: i falsi “imperfetti”» l'indagine in fase di conclusione. Quattro indagati, tra cui un gallerista e due commercialisti, un presunto traffico internazionale che sarebbe passato, dice l'accusa, per la una galleria con sede nella piccola Passo di Treia e il “colpo grosso” con un dipinto a olio su tavola, raffigurante una Madonna con bambino e attribuito a Raffaello Sanzio, che dà il nome alla complessa indagine portata a termine dal Nucleo Carabinieri tutela patrimonio culturale di Ancona, guidato dal capitano Salvatore Strocchia, e dalla Procura di Macerata.

L'expertice
E' stata proprio l'opera dell'artista di Urbino a far scoprire la presunta organizzazione, con sede nel Maceratese. Un appassionato, interessato ad acquistare il quadro (valore fino a 5 milioni di euro), ha fatto approfondimenti sui documenti che attribuivano l'opera a Raffaello: la certificazione era firmata da una docente dell'Università di Camerino. Il compratore l'ha contattata per avere maggiori ragguagli e la prof, sbalordita, ha replicato: «Non ho mai periziato questo dipinto». L'expertise, in effetti, l'aveva fatto, ma era per un altro dipinto: la perizia con la sua firma sarebbe stata aggiustata e usata per attestate falsamente l'autenticità del Raffaello. Inoltre, c'era l'intenzione di potere utilizzare il quadro quale garanzia per l'accesso a mutui o prestiti erogati da banche e assicurazioni.

I grandi falsi
Immediata la denuncia della prof e le indagini hanno portato a scoprire 25 quadri taroccati, foto storiche manipolate con ritocchi informatici e utilizzate per rendere vere opere contraffatte e farne aumentare di alore. Secondo le indagini tutto si sarebbe svolto nell'ufficio italiano di rappresentanza di una galleria d'arte londinese, la Gutty's con sede a Passo di Treia. Sequestrate 25 opere d'arte ritenute non autentiche. Si tratta di tre dipinti attribuiti a Raffaello Sanzio, Claude Monet e Henri Matisse, un dipinto attribuito a Rembrandt e ventuno opere a firma di famosi autori contemporanei quali Claude Monet, Pablo Picasso, Giorgio Morandi, Lucio Fontana e Antonio Bueno.

La Soprintendenza
Gli accertamenti tecnici avrebbero confermato la non autenticità del dipinto attribuito a Raffaello, che secondo la Soprintendenza per i Beni storici e artistici delle Marche risulta essere di un «ignoto pittore della prima metà del secolo XVI»; la contraffazione delle opere attribuite a Morandi, Fontana e Bueno giudicate «palesemente false» e delle restanti opere non «riconducibili agli artisti a cui sono attribuite o di cui riportano le firme». Recuperate anche altre 31 opere falsamente attribuite ad artisti internazionali (Adolphe J. T. Monticelli, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Giuseppe De Nittis, Paul Signac e Marc Chagall): stavano per essere trasferite all'estero e immesse sul mercato europeo.
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