Unicredit paga il dazio turco. Ecco le banche e i Paesi più esposti

Venerdì 10 Agosto 2018
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(Teleborsa) - Sempre più drammatica la giornata borsistica di Unicredit, a picco e sui minimi a Piazza Affari con una discesa del 5,81% a 13,62 euro.

La banca italiana paga il panico generale dei mercati causato da voci secondo cui la Banca Centrale Europea sarebbe preoccupata per la difficile situazione economica della Turchia e per le possibili ricadute sull'Europa della crisi del Paese.

Sembra inoltre che Unicredit sia una delle banche europee più a rischio nel caso di crack assieme a BBVA e BNP Paribas (pure in forte calo sulle rispettive Borse, ossia Madrid e Parigi).

Secondo quanto emerso dal Bollettino trimestrale della Banca dei regolamenti alla fine del 2017 le banche italiane erano esposte nei confronti della Turchia per 16,8 miliardi di dollari con ulteriori 5 miliardi di dollari di potenziale esposizione determinati da contratti in derivati, estensione di garanzie e linee di credito.

In totale l'esposizione delle banche estere in Turchia ammonta invece a 264,7 miliardi di dollari che sale a oltre 330 miliardi considerando altre esposizioni potenziali come i derivati (3,6 miliardi di dollari) e estensione garanzie (56 miliardi).

Da rilevare che nel corso del 2017 l'esposizione verso la Turchia delle banche italiane è salita di oltre 3 miliardi.

Gli istituti spagnoli hanno la leadership con quasi 84 miliardi di dollari, pari a circa un terzo del totale. Sulla loro situazione pesa BBVA che detiene la Garanti Bank, terza banca turca.

Rilevanti anche le esposizioni delle banche francesi con oltre 37 miliardi, seguite da quelle della Gran Bretagna con 18,7 miliardi, Stati Uniti con 17,7 miliardi e Germania 17,4 miliardi.

Tra le banche con rilevanti esposizioni figurano anche ING, HSBC e Citybank che hanno una presenza diretta nel Paese. Ultimo aggiornamento: 18:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA