Petrolio, le tensioni USA-Russia fanno volare i prezzi

Giovedì 12 Aprile 2018
(Teleborsa) - Siria e Arabia Saudita fanno brillare i prezzi del petrolio vicino ai massimi di quattro anni, spinti dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Russia, acutizzati dalla minaccia di un intervento statunitense a Damasco.

Sia il Brent europeo che il greggio USA hanno raggiunto i livelli più alti dal 2014. Stamane qualche presa di profitto colpisce le quotazioni: il Brent quota a 71,3 dollari al barile (-0,21%) mentre il WTI scivola dello 0,13% a 66,72 usd/bar.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha avvertito la Russia di un imminente intervento in Siria come risposta all'attacco chimico lanciato domenica scorsa su una delle ultime roccaforti della resistenza a Damasco. Nel frattempo, l'Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato dei missili su Riyadh.

I forti guadagni dei prezzi di oro nero, si sono registrati nonostante i dati sulle scorte di greggio settimanali statunitensi, abbiano evidenziato un inaspettato aumento degli stock. Ma le crescenti tensioni in Medio Oriente alimentano i timori di una potenziale interruzione dell'offerta di petrolio. E, mentre gli investitori tengono d'occhio gli eventi mediorientali, restano in attesa anche di un aggiornamento sull'andamento del mercato del petrolio che sarà diffuso oggi dall'OPEC.


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