Italia, mutui in aumento per la prima casa

Mercoledì 19 Settembre 2018
(Teleborsa) - Tornano a crescere i mutui per l'acquisto della prima casa nel terzo trimestre dell'anno, mentre le surroghe perdono terreno sia dal lato della domanda (48,7% contro il 50,7% del trimestre precedente), sia da quello dell'offerta (42,8% adesso contro 45,1% precedente). Continua il testa a testa tra acquisti e surroghe, entrambi sostenuti da tassi ai minimi storici e dalla ricerca del massimo risparmio sul mutuo da attivare o su quello già esistente. Una graduale riduzione della surroga era comunque attesa, anche in favore di una più naturale ed organica crescita del mercato dei mutui. Queste alcune delle principali evidenze emerse dall'ultimo Osservatorio elaborato da MutuiOnline.it

I tassi di interesse sfidano ancora una volta le leggi del mercato e segnano l'ennesimo ribasso: 1,80% il tasso medio fisso (era 1,82% il secondo trimestre) e 0,79% quello variabile (stabile dal maggio scorso). In calo anche le migliori offerte, con tassi fissi da 1,20% e variabili da 0,33% per la durata di 20 anni.

A segnare un nuovo primato nelle rilevazioni di questo terzo trimestre del 2018 c'è ancora una volta la domanda di mutui a tasso fisso, cresciuta di quasi un punto percentuale e arrivata a occupare l'83,4% del campione rilevato. Ancora più elevata la quota del fisso nelle erogazioni, che raggiungono l'86,9%.

Un terzo delle richieste di mutui (33,2%) sono per piani di ammortamento di 20 anni, una durata che consente di ottenere condizioni ancora vantaggiose sul finanziamento. Un buon 21,8% della domanda è per durate tra i 30 e i 40 anni, peso che si riduce al 17,9% nelle erogazioni.

L'importo prevalente, sia dal lato della domanda che da quello dell'offerta, è l'intervallo tra i 50 mila e i 100 mila euro ma un buon 34,2% di erogazioni sono per somme comprese tra i 100 mila e i 150 mila euro. L'importo medio si mantiene stabile intorno ai 125 mila euro e consolida la sua risalita rispetto ai minimi del 2015.

Le domande di mutuo arrivano principalmente da soggetti che risiedono nel Nord Italia (41,4%), hanno dai 36 ai 45 anni (43,3%), un impiego fisso (82,9%) e un reddito tra i 1.500 e i 2.000 euro (36,9%). Abbastanza allineati i dati dal lato delle erogazioni, con qualche scostamento sulle percentuali. Il 50% è del Nord, ha un'età tra i 36 e i 45 anni (44,1%) e un lavoro a tempo indeterminato (85%). Coincide quasi completamente il dato sulla classe di reddito di chi riceve un mutuo, che nel 36,7% dei casi ha uno stipendio tra i 1.500 e i 2.000 euro.
  Ultimo aggiornamento: 14:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA