Ilva: Calenda passa il dossier al nuovo governo

Giovedì 10 Maggio 2018
(Teleborsa) - Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, passa il dossier Ilva al nuovo governo, dopo aver "messo in campo ogni possibile azione e strumento per salvaguardare l'occupazione, gli investimenti ambientali e produttivi anche attraverso un enorme ammontare di risorse pubbliche (fino ad oggi il governo ha finanziato Ilva in Amministrazione straordinaria con circa 900 milioni di euro)".

L'intesa proposta dal Ministero sembra non essere piaciuta ai sindacati, che hanno deciso di non aderire alle linee guida dell'accordo.
In particolare per sbloccare il negoziato il governo ha proposto uno schema di accordo tra le parti che assicura occupazione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori attualmente in Amministrazione Straordinaria alle stesse condizioni economiche e normative attuali.

Oltre a tutto questo l'Amministrazione Straordinaria si è resa disponibile a mettere in campo un piano di incentivi all'esodo fino a 200 milioni di euro. Allo stesso tempo il Governo, il Comune di Taranto ed Arcelor Mittal hanno definito il testo di un protocollo d'intesa per rafforzare i controlli e le verifiche sul danno sanitario, anticipare gli interventi ambientali e varare importanti misure di compensazione per la Città.

Le ragioni di questa proposta risiedono nella necessità di concludere rapidamente l'accordo sindacale onde evitare due rischi rilevanti: 1) l'esaurimento della cassa di Ilva previsto per il mese di luglio; 2) la rinuncia di Mittal alla condivisione dell'accordo sindacale che consentirebbe all'Ilva di Taranto di procedere direttamente alle assunzioni superando la necessità dell'accordo.

Si ricorda che l'offerta di Mittal prevede investimenti per 2,4 miliardi a cui si aggiungono 1,8 miliardi di prezzo che servono anche a rimborsare lo Stato e l'indotto.

"La proposta presentata oggi (10 maggio 2018) è nel solco delle posizioni espresse dal Governo, mentre Arcelor Mittal non ha per nulla modificato l'impianto iniziale. E' su queste basi che avevamo già interrotto il negoziato", ha affermato la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David. "La trattativa finora non è mai entrata nel merito, e nulla è comunque cambiato sull'occupazione. Per quanto ci riguarda siamo pronti a riprendere il negoziato senza vincoli predeterminati".

"Con il blocco dell' accordo di oggi, in riferimento al quale sono prevalsi ancora una volta certi personalismi piuttosto che il merito dell'accordo stesso, il rischio è che non si dia più alcuna prospettiva ai 14 mila lavoratori e soprattutto a quelli dell'indotto - ha dichiarato il segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini - . Oggi abbiamo perso un'occasione, una vera opportunità che dovremo riprendere con il governo che verrà nella speranza che il nuovo ministro non sia per la chiusura dell'Ilva ma per la verifica di tutte le opportunità per dare garanzie ambientali, produttive ai lavoratori di Taranto e di Genova".


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