Boom di richieste per badanti uomini italiani

Giovedì 27 Ottobre 2016

(Teleborsa) - Addio al luogo comune che un badante debba essere per forza rumeno o filippino. La crisi economica spinge sempre più connazionali a cimentarsi con un lavoro che, fino a qualche tempo fa, era snobbato dagli italiani.  Da uno studio realizzato dall'Associazione Donne & Qualità della Vita, della psicologa Serenella Salomoni, su un campione di 1000 disoccupati italiani, di età compresa tra i 18 e 57 anni, risulta che 1 italiano su 2 è pronto a intraprendere una carriera nell'assistenza familiare.  Il 70% del campione intervistato dichiara di sentirsi pronto a prendersi l'impegno di curare un'altra persona. Il 66% lo farebbe anche a tempo pieno, pur di lavorare. Ma il dato più eclatante è che il 37% dei partecipanti allo studio sono laureati, che non indietreggiano rispetto a questo tipo di esperienza lavorativa.Vi è anche chi, come nel 33% dei casi, si mette a disposizione anche nella fascia oraria notturna, compresa tra le ore 21.00 e le ore 8.00; il 23% sacrificherebbe anche i fine settimana, pur di lavorare.Quali sono le motivazioni che spingono a fare questa scelta? In primis le necessità economiche, per il 77%. Infatti, la retribuzione media di un badante per nove ore al giorno, sei giorni su sette, oscilla tra gli 800 e i 1000 euro al mese. Una minoranza invece, lo farebbe per "fare un'esperienza nuova" (22%), mentre il 10 % dichiara "per uscire dalla routine". Il 22% non nasconde le proprie mire a lungo termine, vale a dire ottenere anche una piccola parte dell'eredità.

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