La storia dell'Opera
nei costumi in mostra

Domenica 9 Dicembre 2012 di Rita Sala
Colori, fogge, atmosfere. Echi d’orchestra, voci. Imprecazioni, rumor di chiodi. Macchine antiche e nuove tecnologie. Ballerini, sipari. Ruote e carrelli. Arieti che sfondano le mura di chissŗ quali cittŗ. Sfingi di cartapesta. Eserciti interi con armi di latta, comunque terribili e veritiere. Angeli e silfidi, zingari e baroni. Perle finte, rubini all’anilina. Mitrie e corone. In una parola, il melodramma. Il viaggio tra le emozioni che il genere di spettacolo italiano per eccellenza (gli ultimi dati Siae registrano per la lirica l’incremento pi√Ļ considerevole nei gusti del pubblico di tutte le et√†) continua ad offrire, √® stato organizzato dall’Opera di Roma in occasione dello spettacolo inaugurale della nuova stagione, il Simon Boccanegra di Verdi diretto da Riccardo Muti.



ESPOSIZIONE IN PROGRESS



Nei foyer del Costanzi e in quelli del Nazionale (il secondo spazio della Fondazione lirica capitolina), Isabella Biagiotti (direttrice della Sartoria) e Maurizio Varamo (direttore della Scenografia) hanno allestito la mostra Viva Verdi, ovvero Costumi all’Opera - Il Teatro espone i suoi tesori (dal marted√¨ al sabato dalle 9 alle 17; domenica dalle 9 alle 13; luned√¨ chiuso). ¬ęSi tratta - spiega il sovrintendente, Catello De Martino - di una grande esposizione. I costumi sono in tutto centoventi, ottanta dei quali dislocati all’Opera e quaranta Nazionale, tutti tratti da opere verdiane andate in scena al Costanzi dal 1914 ad oggi. Siamo alla prima tappa di un lungo percorso che continuer√† nel tempo a titolo dimostrativo. Mi spiego. Da anni sollecitiamo la disponibilit√† di uno spazio pubblico dove l’enorme patrimonio di costumi di propriet√† dell’Opera possa essere valorizzato come merita. Parlo, ovviamente, degli esemplari firmati da grandi artisti, Caramba, Manz√Ļ, De Chirico, Guttuso, che andrebbero a costituire, se opportunamente catalogati, revisionati e organizzati in un luogo adatto, un Museo con pochi eguali al mondo. A disposizione dei romani e dei turisti¬Ľ. Ancora: ¬ęLe possibili soluzioni logistiche sono molte. Ma, almeno fino ad oggi, nessuna delle promesse si √® concretizzata in un’effettiva assegnazione. Cos√¨, quasi provocatoriamente, ho voluto con forza la mostra Viva Verdi. E far√≤ in modo, assieme ai settori del Teatro direttamente interessati, che l’esposizione venga riallestita ogni tre mesi su un tema prestabilito, in modo da far ruotare la vastissima disponibilit√† di costumi del Teatro¬Ľ.



LA SARTORIA



Al Teatro Costanzi, nato nel 1880, √® appartenuto fin dagli inizi di un servizio di sartoria. Ma le collaborazioni con prestigiosi laboratori esterni sono state numerose. Di prestigio quella con la Casa d’Arte Caramba (Caramba √® lo pseudonimo adottato dal proprietario e fondatore, Luigi Sapeffi) che lavorava per i pi√Ļ importanti teatri italiani e stranieri (la Scala di Milano, la Fenice di Venezia, il Regio di Torino, il Metropolitan di New York...). La sartoria romana pu√≤ cos√¨ contare su un repertorio ricco e vario, oltre sessantamila costumi custoditi nel deposito di via dei Cerchi. ¬ęAmo ripetere che una simile ricchezza - continua De Martino - che √® patrimonio collettivo, non pu√≤ essere lasciata alle tarme. Deve appartenere a tutti in modo vivo, testimoniare alla luce del sole arte e artigianato legati alla lirica romana. Chiunque visiti la mostra al Costanzi e al Nazionale si rende conto del prezioso lavoro di decenni e decenni che i costumi esposti testimoniano: sapiente elaborazione dei materiali, uso sofisticato dei colori e delle tinture, confezione dei gioielli e delle acconciature, pittura e ricami sui tessuti¬Ľ.

Al lato della Bocca della verit√†, nella via dei Cerchi, una porta che s’apre su un cortile conduce all’antica fabbrica di pasta Pantanella, edificio industriale il cui fascino ¬ędi riuso¬Ľ √® accresciuto dalla vicinanza con le antiche rovine del Palatino. La sartoria dell’Opera vi ha sede dagli anni Trenta. L’ambizione di De Martino √® trovare una casa adeguata per gli esemplari firmati che contiene.

Quale, tra quelli individuati, piace di pi√Ļ? ¬ęB√®, si era parlato di Villa Torlonia. Trovo sia un luogo ideale, scenografico, capace di accogliere, ambientandoli adeguatamente, i costumi pi√Ļ rari. Anche l’ubicazione sarebbe ideale, a breve distanza da piazza Gigli. √ą stato menzionato anche uno stabile di propriet√† della Regione, dietro il Colosseo. La parola d’ordine a questo punto √®: mostra in progress. Ogni tre mesi un’esposizione diversa, fino a quando sar√† trovata per i costumi una degna custodia¬Ľ. Ultimo aggiornamento: 14:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA