Giorgio Ursicino
MILLERUOTE di
Giorgio Ursicino

Il talento e la grinta di Leclerc salvano la Ferrari da una figuraccia disastrosa

Lunedì 6 Luglio 2020 di Giorgio Ursicino
Charles Leclerc nella sua Ferrari
Non c’è il pubblico, ma lo spettacolo non manca. Un Gran Premio d’Austria che apre la stagione con i fuochi d’artificio e consegna una classifica finale che non è affatto la fotografia dei valori in campo. Una gara anomala, che ha visto protagonista la safety car e l’affidabilità perché solo undici monoposto hanno tagliato il traguardo. Una scena che fa tornare in mente i tempi eroici della F1 quando la prima impresa da centrare era portare la vettura al traguardo. Il re non è neanche salito sul podio e, quando succede così, Hamilton non fa polemiche: usa la delusione come carburante per la rivincita.

Vista la consistenza della Mercedes di quest’anno, questo non è affatto un bene per il Campionato che potrebbe essere trafitto dal killer inglese ancora prima di cominciare. In casa Ferrari sono al settimo cielo in quanto, con una SF1000 azzoppata come è la Rossa in questo anomalo inizio di stagione, nessuno dei ragazzi di Mattia Binotto avrebbe scommesso sul podio, tanto meno in un secondo posto. Il merito è tutto del baby Charles che ha dato spettacolo facendo vedere perché Maranello abbia preferito puntare tutto sul suo giovane talento, rinunciando per il prossimo anno all’esperienza del quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel.

La gara iniziale del Mondiale 2020 in casa del Cavallino è stata la sintesi della scorsa stagione. Leclerc ha messo in pista tutta la sua classe cristallina. La grinta, la determinazione e il suo coraggio. Una stoffa che, forse, attualmente possono vantare solo il maturo campione dei campioni Hamilton e il giovanissimo rampante Vestappen. Seb, da parte sua, ancora una volta ha sintetizzato inconsistenza e sfortuna, tagliando il traguardo al penultimo posto davanti solo all’esordiente Latifi dopo essersi girato come un pollo per infilare, in una staccata impossibile, Carlos Sainz che gli ha “rubato” il sedile della Ferrari per il 2021.

Il Gran Premio è stato diviso in due parti. Nei primi tre quarti c’è stata la gara delle scuderie che ha evidenziato gli attuali valori in campo. Nel finale, invece, con gomme usurate diversamente sulle monoposto, meccaniche affaticate dal caldo di luglio e qualche driver già penalizzato dalla sfortuna, è stata una lotta fra piloti dalla quale sono emersi Leclerc, Norris (sul podio alla fine) e Sainz, oltre all’esperto Bottas che è riuscito a portare a casa il trionfo per soli 2 secondi sulla Ferrari, nonostante una Freccia nettamente superiore. Al box di Stoccarda qualche errore devono averlo fatto se, nel finale, hanno dovuto remare per tenere dietro rivali che all’inizio sembravano brocchi.

Zeltweg, al pari di Sochi in Russia, è la pista preferita di Valtteri e parecchie cose gli si sono messe nel verso giusto per battagliare contro il suo unico rivale, il caposquadra Lewis. Il britannico, dopo aver dominato le prove libere, ha lasciato la pole al compagno di squadra per appena un centesimo. Poi, poco prima del via, è stato retrocesso al quinto posto per aver affrontato le pista con troppa grinta. Per rimontare Hamilton ha impiegato diversi giri (la sorte a tolto di mezzo Verstappen) e quando si è trovato dietro a Bottas era già staccato di otto secondi.

Girando come un martello, ha recuperato (il finlandese in Austria è molto consistente) prima del valzer delle safaty car che ha più volte azzerato i distacchi abissali che le Stelle avevano scavato. Nel finale le Freccie d’Argento, che erano mediamente più veloci di quasi un secondo rispetto agli altri, si sono ritrovate in pista con gomme dure e molto più vecchie di Leclerc, Albon, Norris e Sainz che erano in scia. E hanno faticato da matti a salvare la vittoria e, forse, non ci sarebbero riusciti se Hamilton non avesse accompagnato fuori pista la Red Bull di Albon, la vettura più in palla con le gomme giuste.

Il sei volte campione veniva penalizzato di 5 secondi per il contatto e dal secondo veniva retrocesso al quarto posto. Charles effettuava una serie di sorpassi da “manico” risalendo secondo. Un the end a lieto fine ma Mattia Binotto nel dopo gara non dimentica che per la gran parte della corsa la Rossa aveva preso la polvere, oltre che dalla Mercedes e dalla Red Bull, anche dalla Racing Point e della McLaren. Per diversi giri Vettel ha faticato a tenere a bada la Renault di Ricciardo. Forse già venerdì arriveranno i primi sviluppi, ma non sarà facile. Manca efficienza aerodinamica e anche il propulsore, dopo le polemiche dello scorso anno, sembra un po’ in crisi con il risultato che in rettilineo la SF1000 sembra inchiodata.

  Ultimo aggiornamento: 09-07-2020 13:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA