Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Leclerc con la Ferrari il più veloce a Barcellona. Ma la Red Bull fa paura e la Mercedes sembra tornata

La Ferrari di Leclerc evoluta a Barcellona
di Giorgio Ursicino
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Sabato 21 Maggio 2022, 11:50 - Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 12:50

Arriva Barcellona, si ricomincia quasi daccapo. Probabilmente domani sera parleremo di nuovo del duello Ferrari-Red Bull. Delle manovre al limite di Max e Charles. L’inizio di un nuovo ciclo tecnico, però, prima che i valori si stabilizzino e tutte le strade siano state battute, lascia ampio spazio alla fantasia dei progettisti, determinati a gettare nel calderone, oltre che gli sviluppi, novità di assoluto rilievo. Rispetto a tre mesi, fa quando sullo stesso circuito di Montmelò si disputarono le prime prove invernali, si vedono monoposto completamente stravolte, quasi versioni “B”. Da qualcuno, tipo la Mercedes, regina alla ricerca di un’identità perduta, ci si aspetta addirittura una versione C. A Stoccarda, infatti, erano talmente convinti di avere fra le mani un’astronave aliena che l’hanno tenuta nascosta fino in Bahrain. Invece non è andata come si sperava.

Le modifiche introdotte in Spagna, per quello che si può vedere il venerdì, una scrollatina alle gerarchie potrebbero averla data. Se non alle posizioni, almeno ai distacchi. Le Frecce d’Argento sembrano aver trovato la direzione ed hanno segnato il secondo e terzo tempo, alle spalle del solito Leclerc. La Ferrari, invece, non ha brillato, ma il primo pacchetto di aggiornamenti deve ancora essere tarato ed interpretato. La monoposto da battere è ancora la Red Bull, particolarmente consistente sul passo gara. Disciplina dove ha incontrato qualche difficoltà il Cavallino più a suo agio sul giro veloce. Ma Verstappen, si sa, gioca a fare Hamilton e, dall’alto di chi si sente campione, non va dietro a traguardi effimeri, ma si concentra per la gara. Montmelò è una pista particolare, di solito quella che premia la vettura migliore. Un tracciato del quale tutte le squadre hanno miliardi di dati dove i computer devono lavorare a fondo per estrarre l’assetto migliore.

Quella catalana è una pista dove non è facile superare, ha un solo rettilineo che si prende da una chicane, quindi è difficile imboccarlo in scia. Chi ha passo, però, può giocare con le strategie e lasciarsi il sorpasso nelle due probabili soste. Nonostante la Pirelli abbia portato le 3 mescole più dure sulle 5 disponibili, non è detto che con le “gialle” (medie) e le “bianche” (dure) si arrivi in fondo. I ragazzi di Horner sembrano essersi impegnati proprio sulla gestione dei pneumatici che, nel “mini” long run, si sono dimostrati molto veloci ma, soprattutto, consistenti. Cosa che non ha fatto la F1-75 che già dopo alcuni giri alzava i tempi. Non una sensazione piacevole. Non è una condanna, c’è da lavorare sugli assetti, per imboccare il compromesso migliore sperando che domani in gara il nuovo pacchetto aerodinamico, con tanto di ala posteriore per la prima volta ad alto carico, si trovi a proprio agio.

Sul fondo abrasivo di Montmelò per salvaguardare le gomme serve più carico per evitare di scivolare. Se si usano troppo le ali, però, si penalizza la velocità di punta, finora non un punto forte della Rossa 2022. Comunque non è il caso di fasciarsi la testa, il predestinato è in testa al Campionato e ieri è stato il più veloce. I sorrisi, invece, sembrano tornati ai box di Stoccarda, costretti in questa prima parte di stagione a nuotare in un’acqua che non era la loro. La W13 ha girato bene, con Russell e Hamilton fra le due Ferrari (Max è “solo” quinto). Quello che più ha impressionato, però, è stato il comportamento visivo: la Freccia sembra aver domato il “porpousing” e non saltella più come una gazzella imbizzarrita.

Con meno effetto pompaggio, i tecnici hanno abbassato l’altezza e i canali Venturi si sono messi immediatamente a lavorare. Hamilton e Russell vanno con il freno a mano tirato nei giudizi, dicendo che ci sono indizi, ma servono conferme. La faccia di attori consumati, però, non riesce a coprire un sorriso più che abbozzato. Su questa pista, con gli sviluppi portati quasi da tutti, la maggior parte delle auto appare migliorata e non si vedono più gli incendi di scintille ribollire sotto le pance.

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