Il dopo Covid, Galati mette il tutor al sindaco e chiede al prefetto di «guidare la rinascita»

Il dopo Covid, Galati mette il tutor al sindaco e chiede al prefetto di «guidare la rinascita»
Un tutor per il sindaco. Il consigliere Vittorio Galati ha scritto una lettera aperta al prefetto Giovanni Bruno per chiedergli un tavolo allo scopo di «delineare una...

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Un tutor per il sindaco. Il consigliere Vittorio Galati ha scritto una lettera aperta al prefetto Giovanni Bruno per chiedergli un tavolo allo scopo di «delineare una programmazione da fornire al territorio» per uscire dall’emergenza coronavirus. Un’iniziativa personale – non in qualità di esponente della Lega – che però indica una scarsa fiducia in Giovanni Arena nella capacità di dare le stesse risposte alle domande poste al prefetto.


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Galati chiede di «convocare un tavolo che coinvolga tutte le realtà provinciali: politiche, economiche, culturali, sociali, sindacali, militari e di ordine pubblico». Lo scopo è quello di «sollecitare adeguatamente ognuno a mettere in campo tutte le singole esperienze, tese a individuare comuni linee guida atte a far ripartire l’economia, le iniziative culturali, le istituzioni scolastiche, le organizzazioni datoriali del commercio, dell’ospitalità e della ristorazione, con particolare attenzione nel far rivivere il cuore pulsante delle città, costituito dai centri storici anche dei piccoli borghi».

Dopo l’intervento su un’altra serie di questioni, non ultima quella relativa alla ztl, adesso Galati con questa mossa di fatto esautora il sindaco dalla funzione di rilancio della città. E’ di pochi giorni fa la sua uscita al fianco di una serie di attività del centro, che ha consentito di posticipare l’entrata in vigore della ztl di un mese. Non a caso anche adesso tira di nuovo in ballo i centri storici, «luoghi vocati alla socializzazione e alla comunitarizzazione – spiega - base pulsante del ritorno alla vita e di risposta alle legittime esigenze di futuro, soprattutto delle giovani generazioni».


Galati chiude la missiva mettendo nelle mani di Giovanni Bruno la responsabilità di trascinare il territorio fuori dal guado, facendo notare nel modo di firmarsi che trattasi di iniziativa personale e non concordata con il partito. «Confido nella sua nota sensibilità e nella sua concretezza – conclude - per guidare la rinascita della nostra amata Tuscia. Con osservanza, Vittorio Galati, consigliere comunale di Viterbo». Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero