Crisi idrica: a Blera, Vetralla e Soriano servono le autobotti. Talete: "Situazione delicata in tutto il Viterbese"

Autobotte a Soriano nel Cimino
Già da settimane sono necessarie a Blera e nella frazione di Vetralla, a Tre Croci. Da pochi giorni servono pure a Soriano nel Cimino. Che le autobotti potessero rivelarsi...

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Già da settimane sono necessarie a Blera e nella frazione di Vetralla, a Tre Croci. Da pochi giorni servono pure a Soriano nel Cimino. Che le autobotti potessero rivelarsi indispensabili per portare acqua in diverse aree della Tuscia si paventava già a inizio estate, viste le temperature torride e la siccità perdurante. E il rischio si è concretizzato per alcune migliaia di cittadini, costretti a rifornirsi con le taniche perché di acqua dai rubinetti non ne esce o ne arriva troppo poca.

“La situazione è delicata ma a oggi sostanzialmente sotto controllo. Appare necessario, tuttavia, che le famiglie si prodighino, con comportamenti virtuosi, a un uso consapevole della risorsa ponendo particolare attenzione al contenimento degli sprechi”, raccomanda Talete. Anche perché dalla società ammettono che “i serbatoi sono tutti in sofferenza, ma comunque ancora in grado di soddisfare la crescente richiesta”.

I picchi di consumo, in conseguenza anche delle alte temperature ,si registrano in tutta la provincia in maniera pressoché generalizzata. Non fanno eccezione le zone costiere e lacuali come Montalto di Castro, Tarquinia o i paesi del lago di Bolsena dove, complice l’afflusso di villeggianti, la popolazione aumenta e con essa la domanda idrica. “Anche lì la situazione è sotto controllo ma comunque delicata perché non è possibile prevedere, nella prima vera e propria stagione turistica post pandemica, che tipo di affluenza ci sarà nelle aree a più alta vocazione turistica”.

Resta che “le fonti sono sotto stress per l’eccezionale emungimento di questi ultimi mesi. Tuttavia, i dati consentono di guardare con moderata fiducia a patto – rimarcano dalla Spa che gestisce il servizio idrico integrato nell’Ato 1 - che tutti gli attori in campo, cittadini, enti, aziende attuino un uso parsimonioso della risorsa”.

Intanto, gran parte dei sindaci si è attrezzato emanando ordinanze antispreco, di cui però non è possibile misurare l’efficacia. “Ovviamente sono assolutamente positive, condivisibili e sollecitate anche dal gestore, per creare quella cultura dell’acqua utile per fronteggiare emergenze come quella che stiamo vivendo in questi mesi. Talete – continua la società - attraverso anche una massiccia campagna sulle proprie pagine social sensibilizza da mesi circa la necessità di rivedere abitudini consolidate nell’ottica non soltanto salvaguardare l’ambiente, ma anche per attivare prassi per il risparmio di denaro suggerendo di controllare, ad esempio, l’impianto idraulico per scongiurare la presenza di eventuali perdite. Perdite che causano fatture alte per il cittadino”.

La rete gestita da Talete  è enorme: circa 1.500 km di condotte. “I nostri tecnici sono sempre operativi ma è chiaro che la collaborazione dei cittadini è fondamentale per porre immediato rimedio alle perdite che purtroppo si verificano. Da tempo è attivo il numero verde 800226678 dedicato alla segnalazione dei guasti. Questo servizio è attivo 24 ore su 24. Siamo tutti, in qualche modo, chiamati a gestire il servizio idrico”, raccomandano i vertici.

Proprio per ridurre le perdite, si stanno utilizzando finanziamenti regionali. I primi comuni a beneficiarne sono stati Civita Castellana e Nepi, con interventi iniziati durante l’inverno. Progressivamente Talete sta effettuando lavori in tutti gli altri comuni gestiti. Anche finanziamenti derivanti dal Pnrr andranno in quella direzione.

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Il Messaggero