M5S, il padre di Di Battista: io, fascista ho inventato i Vaffa day prima di Grillo

M5S, il padre di Di Battista: io, fascista ho inventato i Vaffa day prima di Grillo
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VITERBO - «Daria Bignardi ci ha provato. Alle Invasioni barbariche voleva metterlo in difficoltà, perché hanno tirato fuori quella mia vecchia intervista in cui dicevo di essere fascista. Ma Alessandro è in gamba, e stamattina gli ho fatto anche i miei complimenti».




Vittorio Di Battista è il papà del deputato-star del M5S, super cocco di Grillo, guida dei pentastellati in Parlamento che lo chiamano affettuosamente «Dibba».



Di Battista senior, 73 anni, imprenditore nel campo delle ceramiche, è il classico personaggione della politica di Civita Castellana, dove iniziò la carriera nel Msi negli anni ’60 come consigliere comunale.



Una lunga navigazione da bucaniere della destra - senza disdegnare però una parentesi nell’Idv - a colpi di invettive e dichiarazioni sopra le righe. Tra i fondatori di An («Perché il mio amico Gianfranchino me lo chiese con insistenza»), abbandonò Fini subito dopo la svolta di Fiuggi per passare in sequenza con Fiamma Tricolore, Azione Sociale e Fronte nazionale (di Tilgher) con il quale si candidò, oltre anche alle comunali del suo paese, anche alle elezioni per presidente della Provincia nel 2000.



Per capire il figlio è interessante rileggere queste dichiarazioni del padre rilasciate una decina di anni fa, quando Grillo era ancora solo un comico, seppur già impegnato a sfasciare i computer sul palco.



«Sinistra? Destra? Mi sembrano vecchie classificazioni. Io mi sento fascista - diceva Vittorio Di Battista - combatto il liberalcapitalismo e la globalizzazione, credo nelle democrazie partecipative, socializzatrici e solidaristiche».



Ripensando a quegli anni ieri il padre del leader grillino è ritornato sull’argomento così: «Prima di Beppe, sono stato io lanciare la politica dei Vaffa. A Civita Castellana lo sanno tutti».



Ma il tema del giorno è il rapporto tra Vittorio e Ale. Tra un padre orgogliosamente fascista («Mi ispiro a Giulietti, sindacalista dei marittimi che appoggiò Mussolini agli inizi», disse qualche anno fa) e un figlio lanciato nel paradiso 2.0 grillino grazie a sguardi piacioni, salite sui tetti, scorrazzate nell’emiciclo, lacrime in diretta quando parla Beppe e aggressioni verbali ai «polli da batteria del Pd» (l’ultimo a farne le spese è stato il capogruppo democrat Roberto Speranza). Un'ascesa mediatica niente male, insomma.



Fino alla consacrazione dell’altra sera alle Invasioni Barbariche su La7. Con tanto di auto-endorsement: «Sarei pronto a sfidare anche Renzi».



E che ne dice papà?«Non mi risulta che abbia queste velleità, lui e i suoi colleghi stanno lavorando bene, però. E sono fiero di lui». Conclude Di Battista senior: «I grillini? A Civita non esistono». Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero