Lago di Vico, allarme noccioleti

Lago di Vico, allarme noccioleti
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«Tutelare il lago di Vico attraverso azioni di monitoraggio dello stato di salute delle acque, con il potenziamento dei controlli fitosanitari e sull’utilizzo dei fitofarmaci, nonchè la promozione di pratiche agricole ecocompatibili». E' questo, in sintesi, il contenuto di un'interrogazione dei consiglieri M5s del Lazio. «Abbiamo chiesto alla Giunta Zingaretti di fare chiarezza, soprattutto dopo l'accordo con la Ferrero del 2015 che, se da un lato ha rappresentato un'opportunità per il comparto agricolo, dall'altro ha previsto un uso intenso del territorio per la produzione di nocciole - dichiara la consigliera 5stelle Silvia Blasi, prima firmataria dell'atto - La coltivazione del nocciolo presenta problematiche legate alla natura delle monocolture, quali la piantagione ravvicinata, l’erosione del suolo e la perdita di diversità e qualità del suolo. Lo dimostrano i controlli effettuati dai carabinieri della forestale che, negli ultimi mesi, hanno elevato multe agli agricoltori che usavano fitofarmaci senza il rispetto delle regole. Un rischio che potrebbe aggravare ulteriormente lo stato di salute del Lago di Vico, già peggiorato negli anni come si legge nell'Aggiornamento al Piano di Tutela delle Acque che lo ha declassato dal livello 3 del 2007 all’attuale 2».

Conclude la consigliera Blasi: «Abbiamo già potuto constatare in Commissione Agricoltura e Ambiente, proprio in sede dell'esame degli emendamenti al Piano di Tutela delle Acque, come per questa maggioranza gli interessi dei privati vengano prima della tutela di un Bene comune e vitale come l’acqua. Mi auguro che, almeno per il Lago di Vico, si arrivi a definire azioni più stringenti per la tutela delle sue acque».

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Il Messaggero