Vaccini, 560mila studenti a rischio multe o espulsioni

 Almeno 560mila i bambini senza vaccino, parte la corsa contro il tempo per coinvolgere le famiglie a mettersi in regola entro il 10 marzo prossimo. Ma resta comunque una parte contraria, pronta a pagare con sanzioni ed espulsioni da scuola. Tra meno di un mese scade il termine ultimo per gli studenti per dimostrare l’avvenuta vaccinazione o, in caso mancasse, la prenotazione dell’appuntamento con il medico per effettuare i 10 vaccini obbligatori per legge. Dopo il 10 marzo le scuole comunicheranno con le aziende sanitarie locali nei dieci giorni successivi e, una volta fatto il punto della situazione, partirà una serie di richiami alle famiglie inadempienti. 

LE MISURE
Se i genitori dei bambini o dei ragazzi non vaccinati non daranno seguito alle richieste della Asl, che provvederà a fissare colloqui per poi procedere con la somministrazione dei vaccini, partiranno i provvedimenti previsti dalla legge: espulsione per i bambini dell’asilo, multe salate per le famiglie dei bambini da 6 anni in su. Trattandosi di scuola dell’obbligo, infatti, non potranno essere allontanati da scuola ma dovranno invece pagare una sanzione amministrativa pecuniaria che va da cento a cinquecento euro. E su questo punto, come ribadito dalla ministra alla salute Beatrice Lorenzin, non arriveranno proroghe.
In base alla legge sull’obbligo vaccinale, i minori sotto i 16 anni per frequentare la scuola devono dimostrare di aver effettuato 10 vaccinazioni: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Per quanto riguarda la varicella, il vaccino è obbligatorio solo per i bambini nati dal 2017. 

I NUMERI
In base ai primi dati, la copertura vaccinale dell’esavalente è pari al 95%, con un incremento dell’1,7% rispetto al 2016, mentre è del 93% quella relativa ai vaccini per morbillo, parotite e rosolia, con un incremento del 5,7% rispetto all’anno scorso. Considerando quindi una popolazione di 8 milioni di studenti interessati, circa 500mila per i 16 anni di obbligo, restano scoperti dai vaccini 560mila ragazzi per morbillo, parotite e rosolia, 400mila per l’esavalente. Probabilmente si sovrappongono. 

LA MAPPA
Nella Regione Lazio, come dichiarato dal governatore Zingaretti, l’esavalente ha raggiunto il 97% di copertura, con un incremento dello 0,1% sul 2016, e gli altri tre vaccini il 96,1% crescendo dell’8,1% in un anno. La Città metropolitana di Milano, invece, a metà gennaio era ferma al 92,5% per l’esavalente e al 91,2% per gli altri tre vaccini, in entrambi i casi con un incremento dell’1%. La Puglia e l’Umbria, come spiegato dagli assessorati regionali, sfiorano il 96% per l’esavalente, l’Emilia Romagna ha raggiunto il 97%. Per quanto riguarda invece i vaccini per morbillo, parotite e rosolia, oltre all’exploit del Lazio e dell’Umbria al 95%, restano indietro Milano e Verona che a metà dicembre era ferma all’89% di copertura.
Nonostante ci siano ancora dati che rivelano coperture basse, si tratta comunque di numeri in crescita: aumenti considerevoli, ad esempio, per l’esavalente si sono registrati in Puglia e a Belluno con una crescita di 2 punti percentuali. Per quanto riguarda gli altri tre vaccini, hanno risposto favorevolmente all’obbligo il Lazio, che supera l’8% di crescita, l’Umbria e la Puglia. 

I TEMPI
L’anno in corso è il primo per l’avvio dell’obbligatorietà, dal prossimo le date di scadenza cambieranno e ci sarà più tempo per mettersi in regola: per l’iscrizione all’anno scolastico 2018-19, infatti, ci sarà tempo fino al 10 luglio 2019 per presentare la certificazione dell’avvenuta vaccinazione o la prenotazione. Quattro mesi in più rispetto alla scadenza attuale del 10 marzo. 
Non solo, l’intero iter potrebbe diventare molto più semplice anche per le famiglie che non dovranno più preoccuparsi di presentare i certificati cartacei: una semplificazione che sarà possibile solo se verrà attuata la norma prevista dal decreto legge fiscale che consente alle Asl e alle scuole di interagire e scambiarsi dati. Un procedimento previsto dal decreto vaccini per l’anno scolastico 2019/2020 e che, se i tempi lo permettono, potrebbe partire già per l’anno scolastico 2018/2019.
 

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