Terni, maggioranza in fuga manca già il numero legale «Interessati alle poltrone no al bene della città»

Il sindaco Leonardo Latini
Il consiglio comunale trattato con lo stesso criterio politico di una riunione di maggioranza. È quanto accaduto nel pomeriggio di oggi. Per due volte è mancato il...

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Il consiglio comunale trattato con lo stesso criterio politico di una riunione di maggioranza. È quanto accaduto nel pomeriggio di oggi. Per due volte è mancato il numero legale e il Consiglio è saltato. Il motivo? Lo hanno scritto nero su bianco i rappresentanti dei gruppi della maggioranza: Raffaello Fedrighi (Forza Italia), Orlando Masselli (Fratelli d’Italia), Cristiano Ceccotti (Lega) e Michele Rossi (Terni Civica). «Non parteciperemo alla seduta di oggi del consiglio comunale in quanto non ancora nelle condizioni di deliberare sull’ordine del giorno, nelle more del confronto di maggioranza sulla presidenza delle commissioni consiliari permanenti». In pratica, invece di lavare i panni sporchi in casa, la maggioranza ha preferito utilizzare il Consiglio come un ring per regolare i conti al suo interno.  Rivolgendosi al presidente del consiglio comunale, Francesco Ferranti, come se fosse il capogruppo della maggioranza. Una mossa che ha subito creato un effetto che non era affatto scontato alla vigilia di questa consiliatura, ovvero aver compattato le opposizioni.


Le minoranza infatti hanno firmato un documento durissimo  contro la maggioranza a firma di Paolo Angeletti (TI), Luca Simonetti (M5S), Francesco Filipponi (Pd) e Alessandro Gentiletti (SC). «Il comportamento della maggioranza che prima ha disertato la conferenza dei presidenti di gruppo e poi l’aula facendo mancare il numero legale - si legge nella nota - dimostra ancora una volta che per loro prima degli interessi della città vengono le poltrone». «Sulle ragioni che hanno indotto i gruppi di maggioranza a questa scelta - proseguono le opposizioni - oltre a quelle da loro stessi dichiarate riguardanti le presidenze delle commissioni, assumono rilievo - a nostro parere - anche quelle relative alla verifica delle incompatibilità di alcuni consiglieri eletti, questione piuttosto delicata che si riferisce a debiti, maturati dai consiglieri stessi e non onorati, nei confronti del Comune in dissesto, Si tratta di una vicenda che chiederemo venga affrontata con la massima attenzione e trasparenza». Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero