Scie in cielo e quel misterioso elicottero rosso: social impazziti per due “gialli” in Umbria

Le scie nel cielo di Perugia in uno scatto di Gianni Vagnetti
PERUGIA - Misteri nei cieli dell'Umbria, tra un po' di apprensione e pure ipotesi di complotto. Il primo oggetto non identificato che in questi ultimi giorni è...

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PERUGIA - Misteri nei cieli dell'Umbria, tra un po' di apprensione e pure ipotesi di complotto. Il primo oggetto non identificato che in questi ultimi giorni è stato notato da Perugia all'Altotevere è un elicottero rosso. È stato visto sorvolare vaste aree della provincia, ma in pochi lo hanno riconosciuto.

Non era il nuovo elisoccorso (giallo) né un mezzo delle forze dell'ordine magari impegnato in qualche ricerca dall'alto. Eppure per diversi giorni ha svegliato la curiosità di chi lo ha visto, pensando anche a possibili attività di rintraccio di persone scomparse. E invece la realtà è molto più semplice e banale: pare infatti che l'elicottero sia impegnato in verifiche e controlli sui cavi elettrici.
Più complessa la questione delle tracce bianche nel cielo che ieri per buona parte della giornata sono rimaste visibili nei cieli dell'Umbria e non solo. Degli “otto” immensi che hanno animato i social, con foto scattate in tutta la regione. Scarabocchi bianchi in un cielo velato ma azzurro, che hanno presto acceso il dibattito su scie chimiche e complotti, tra i fautori convinti di cospirazioni e di agenti chimici spruzzati in volo e chi nega fermamente questa teoria. Contrapponendo invece la scienza e la ragione di semplici scie di condensazione di un aereo. Anzi, due aerei. Perché si parla invece, se non di un rifornimento in volo, di un'esercitazione tra due velivoli, considerando – spiegano gli esperti – le evoluzioni e le virate tipiche di un “dog fight”, un tipico allenamento di volo, tra chi caccia e chi è cacciato. E che per evitare l'inseguitore è costretto continuamente a cambiare traiettoria, da cui la forma a otto. E la persistenza nei cieli è dovuta alle temperature molto basse nella quota in cui hanno provato gli aerei (lontanissimi da quelli di linea), che tra l'altro annuncia una stabilità dell'aria con forte umidità e nebbia tra la notte e il primo mattino.

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Il Messaggero