Sport e certificati, la rabbia degli atleti: «Nessuna disponibilità». Ma spunta Foligno

Sport e certificati, la rabbia degli atleti: «Nessuna disponibilità». Ma spunta Foligno
PERUGIA - «Perché da mesi non è più possibile fare la visita e ottenere il certificato medico sportivo al Grocco?». A porre la domanda al...

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PERUGIA - «Perché da mesi non è più possibile fare la visita e ottenere il certificato medico sportivo al Grocco?». A porre la domanda al Messaggero è un'allenatrice che si è sempre rivolta al Centro servizi, la struttura pubblica che, nell'ambito delle attività sanitarie di Medicina dello sport, si occupa dell'accertamento dell'idoneità alle attività sportive, agonistiche e non.

«Lo chiedo a voi, perché non riesco a ottenere risposte da troppo tempo», spiega la sportiva. Sottolineando la mancanza di disponibilità di posti e spesso anche di riscontri alle richieste, sue e di tante società sportive di cui si fa portavoce. «Lo scorso dicembre, improvvisamente dopo mesi, sono state riaperte le prenotazioni – racconta – tanto che alcuni dei nostri ragazzi hanno potuto ottenere il certificato. Ma adesso basta chiamare il Cup e rendersi conto come non ci siano disponibilità per la Medicina sportiva nel distretto del Perugino. Allora che può fare l'atleta a cui è scaduto il certificato? Le strutture private funzionano, i costi vanno dai 30 ai 60 euro, più o meno come il ticket del Grocco, ma perché si deve essere costretti ad andare dal privato quando c'è una struttura pubblica che ha sempre funzionato benissimo? Dove si fanno gli esami cardiologici anche sotto sforzo? Una situazione che nessuno di noi comprende». «Anche perché – insiste – i minori nel pubblico non pagano, dal privato invece sì. Perché aggiungere queste spese alle famiglie che pagano le tasse?».


Interrogativi comprensibili ai quali si è cercato di dare una risposta. Scoprendo come effettivamente le liste non diano disponibilità, ma per un motivo molto semplice. Negli ultimi mesi, in cui l'Umbria è stata molto più colpita dalla pandemia rispetto alla prima ondata, infatti sembra che i medici e i sanitari del Centro servizi Grocco sono stati assegnati a diverse attività, dalla somministrazione dei vaccini alla complessa realtà del contact tracing. Preferendo quindi, anche comprensibilmente, impiegare la loro professionalità in altri settori più in affanno e con maggiori necessità, vista la situazione di emergenza ma anche lo stop alla maggior parte delle attività sportive. La bacchettata semmai è giustificata dalla scoperta che i certificati “pubblici” sono comunque ottenibili rivolgendosi all'ospedale Giovanni Battista di Foligno, dove il servizio è attivo senza difficoltà. «Nessuno ci ha detto di questa alternativa in tutti questi mesi – chiude l'allenatrice -. Nessuna comunicazione e nessuna risposta. Ed è un vero peccato. Per tutti». Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero