Foligno, Giostra della Quintana, parla Roberto “Daffy” Sebastiani: «Il volontariato va rifondato»

Foligno, Giostra della Quintana, parla Roberto “Daffy” Sebastiani: «Il volontariato va rifondato»
FOLIGNO - “La giostra della Quintana va ripensata, soprattutto dal punto di vista del ruolo del volontario. Lo dico perché la pandemia ha segnato tutti da tanti punti...

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FOLIGNO - “La giostra della Quintana va ripensata, soprattutto dal punto di vista del ruolo del volontario. Lo dico perché la pandemia ha segnato tutti da tanti punti di vista e sta fiaccando pesantemente il volontariato rispetto al quale rimane l’attaccamento al rione, ma si va pian piano sgretolando la presenza in taverna e la partecipazione alla vita rionale”. A parlare con il Messaggero è Roberto Sebastiano, conosciuto da tutti come “Daffy” storico rionale del Morlupo e da sempre in prima linea quando c’è da dare una mano alla città e non soltanto. Un aiuto, quello che Daffy e non solo lui, mette a disposizione che tocca tanti settori e tra questi la vita quintanara.

Cosa sta accadendo?

“Credo sia sotto gli occhi di tutti che la pandemia ha prodotto molti effetti e tra questi la voglia della gente di stare in libertà. Una situazione che, seppur ovviamente comprensibile, pesa sul mondo del volontariato in generale e a caduta su quello della vita rionale. Parlo in generale, ovviamente, e non di un caso specifico. L’evidenza, però, è sotto gli occhi di tutti”.

Si potrebbe pensare ad una qualche “ricetta”?

“Credo francamente che non ci siano ricette di sorta. Servirebbe, invece, mette un punto e a capo e ripartire tutti insieme con un progetto condiviso”.

Cosa è che manca in questo momento?

“Sono mesi che per le giuste esigenze di rispetto delle norme anti Covid non si fa più la storica vita nei rioni. Una vita basata sulla condivisione giorno per giorno che diventa affiatamento, sana complicità e amore di bandiera. Elementi, questi, che non potendo avere una “normalità” pesano sul popolo dei rioni che non ha più le sue consuetudini, le sue abitudini, i suoi classici momenti”.

Questa è la Quintana della ripartenza.

“E ci si deve muovere per tempo proprio nella ripartenza complessiva della manifestazione. La mia non è una critica ma vuole essere fermamente uno stimolo, peraltro largamente condiviso, affinché un patrimonio umano, di esperienze di legami non rischi di scemare”.

La parola d’ordine quale potrebbe essere

“Di sicuro “aggregazione”. Ovviamente le norme anti Covid non la consentono come in passato ma si può ragionare per individuare un progetto che la tenga viva e che consenta di non disperdere il patrimonio umano dei tantissimi volontari che sono una delle anime della Giostra della Quintana. Il mio è un pensiero di speranza e mi auguro che per quanto possibile possa essere accolto e condiviso”.

Un ragionamento, quello di Roberto Sebastiani, che può aprire un dibattito utile a tutti. Non c’è un muro contro muro, non c’è polemica. C’è solo la voglia di stare ancora una volta vicini alla massima manifestazione cittadina, appunto la Giostra della Quintana. Intanto, gli appuntamenti che accompagnano alla Giostra della Quintana de La Sfida del 7 agosto proseguono. Stasera, dalle 21 al Campo de li giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti” ci sarà la sessione di prove ufficiali che saranno aperte dal rione Pugilli con il cavaliere Michelangelo Fondi.

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Il Messaggero