Eleonora e Caterina, da Deruta e Perugia al'Accademia di Pozzuoli per il sogno Aeronautica

Sulla sinistra della foto Caterina Cesarini capo sezione commissario ed a destra Eleonora Boldrini capo sezione medico
Caterina Cesarini, capo sezione commissario, ed Eleonora Boldrini capo sezione medico, entrambe allieve ufficiali all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, sono tornate a casa,...

Continua a leggere con la nostra Promo Flash:

X
Scade il 29/05
ANNUALE
11,99 €
79,99€
Per 1 anno
SCEGLI
MENSILE
1,00 €
6,99€
Per 6 mesi
SCEGLI
2 ANNI
29 €
159,98€
Per 2 anni
SCEGLI

VANTAGGI INCLUSI

  • Tutti gli articoli del sito, anche da app
  • Approfondimenti e newsletter esclusive
  • I podcast delle nostre firme

- oppure -

Sottoscrivi l'abbonamento pagando con Google

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA
ANNUALE
79,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
159,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 6 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno

Caterina Cesarini, capo sezione commissario, ed Eleonora Boldrini capo sezione medico, entrambe allieve ufficiali all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, sono tornate a casa, una a Perugia e l’altra a Deruta, per godere di una licenza premio. La breve licenza è stata concessa, come da tradizione, dopo la loro partecipazione al solenne giuramento fatto a Napoli dinanzi a Palazzo Reale. Un “Lo giuro”, quest’anno in forma eccezionale per festeggiare i 100 anni dalla fondazione dell’Arma Azzurra. Alla cerimonia, infatti, hanno partecipato il ministro della difesa Guido Crosetto, il capo di stato maggiore della difesa Giuseppe Cavo Dragone e quello dell’aeronautica Luca Goretti. «Siamo ancora emozionate – hanno detto le due allieve – non solo per l’impegnativo giuramento fatto, sottolineato dal passaggio delle Frecce Tricolori, ma per essere frequentatici del corso Drago VI che, quando è stato Drago III, fu frequentato dal concittadino generale di squadra Daniele Tei assurto al grado di capo di stato maggiore, per noi un grande onore averlo come padrino». Ma questo amore per l’arma azzurra come nasce in due giovani ragazze umbre oggi ventenni, che a 19 anni hanno varcato la soglia dell’Accademia di Pozzuoli.

«Nel 2006 mio padre mi ha portato a Sant’Egidio a vedere l’esibizione delle Frecce Tricolori – spiega Caterina Cesarini – lì mi sono convinta che dovevo entrare a far parte della famiglia aeronautica, tanto che ho preso il diploma al Liceo scientifico della Scuola militare aeronautica Giulio Doueth di Firenze ed ora in accademia prenderò la laurea in giurisprudenza per poi fare il commissario un ruolo che si interessa dell’aspetto logistico e umano». Il fascino della divisa? «No l’uniforme è una cosa che mi caratterizza e mi indica il modo di comportarmi». Una vita quasi parallela quella della coetanea Eleonora Boldrini, di Deruta, diplomata al Liceo classico Mariotti di Perugia e dopo studi di Medicina all'Università di Perugia che si completeranno in accademia. «Il mio sogno - confessa Eleonora - è sempre stato quello di diventare un ufficiale medico dell'aeronautica militare, perché un medico all'interno della forza armata si occupa non soltanto della prevenzione e della cura del personale civile e militare, ma si occupa anche di ricerca e soccorso aereo nei confronti di chi si trova in situazioni di rischio o in supporto alle popolazioni afflitte da calamità naturali o implicate in conflitti interni».

«L'importanza dei medici militari e in particolare dei medici dell'aeronautica – motiva così la sua scelta - è stata evidenziata da situazioni che ci siamo trovati a vivere nel 2015, a causa dell'ebola, o di recente, a casa del covid, perché l'aeronautica si è adoperata attraverso trasporti sanitari d'emergenza e sistemi di biocontenimento all'avanguardia, che hanno fatto la differenza in situazioni di grande pericolo. Inoltre è in via di sviluppo la branca di Medicina Aerospaziale che è il mio sogno»

Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero