Usa, la pornostar "Stormy" fa causa a Trump: mai firmato accordo per stare zitta sulla nostra relazione

NEW YORK – «Donald Trump ha avuto una relazione sessuale con Stormy Daniels», e la relazione è «durata vari mesi», fra il giugno 2006 e la primavera 2007. La storia del rapporto fra l’allora imprenditore newyorchese e la star di film per soli adulti circola da un paio di mesi, ma ieri l’avvocato della donna, Michael Avanatti, l’ha descritta a chiare lettere in tv, senza un attimo di esitazione o dubbio.

La Casa Bianca ha sempre negato che ci sia del vero nella storia della relazione. E dopo l’intervento tv dell’avvocato Avenatti, la portavoce presidenziale Sarah Huckabee Sanders ha detto freddamente: “Abbiamo già espresso i nostri sentimenti circa questa storia, e non abbiamo nulla da aggiungere”.  

L’avvocato Avenatti rappresenta Stormy Daniels in una causa che la donna ha acceso ieri contro il presidente.

Stormy chiede ai giudici di invalidare l’accordo di non divulgazione che lei stessa aveva firmato nell’ottobre 2016, e nel quale si impegnava a non rivelare il rapporto con Donald Trump. La donna sostiene che Trump non firmò l‘accordo, e che l’assenza della firma rende nullo il documento.

Quell’accordo – secondo quanto riferisce la donna e quanto ha ribadito il suo legale parlandone in una intervista tv – era stato ideato frettolosamente dall’avvocato di Trump, Michael Cohen, quando nell’ottobre del 2016 era trapelato che tre diversi organi di stampa – il programma televisivo Good Morning America e i due siti di notizie Slate e The Daily Beast – stavano per intervistare la donna sul rapporto extraconiugale avuto con Trump dieci anni prima. Se la donna avesse parlato, sarebbe diventato di pubblico dominio che il candidato alla Casa Bianca aveva avuto una relazione con una star porno solo pochi mesi dopo che la moglie Melania aveva dato alla luce il loro bambino, Barron.

Si era oramai sotto le elezioni, e la candidata democratica Hillary Clinton era in difficoltà per via della riapertura delle indagini Fbi sulle sue email, mentre invece Trump stava risalendo nei sondaggi. L’imprenditore newyorchese era riuscito a superare lo scandalo delle registrazioni in cui si vantava di poter palpeggiare le donne a piacere perché era famoso e potente. Ma un racconto a luci rosse da parte di una star porno avrebbe potuto farlo riaffondare. E dunque il suo avvocato sborsò di tasca sua 130 mila dollari, e stilò l’accordo di non divulgazione con cui la donna si impegnava a non raccontare fatti personali che riguardavano Trump.

E infatti finora, Stormy Daniels non ha parlato. Sono stati i giornalisti del Wall Street Journal a seguire le tracce del pagamento, e a ricostruire la storia. E poi altri giornalisti hanno aggiunto particolari e testimonianze. Ma l’ex attrice, oggi diventata manager nel settore “film per adulti”, vuole aver riconosciuto dal giudice il diritto di raccontare la vicenda lei stessa.

L’avvocato ha detto che Stormy non cerca soldi e anzi è pronta a restituire i 130 mila dollari ricevuti da Cohen. Avenatti ha sostenuto anche: «Molti fatti verranno alla luce», e ha lasciato intendere che Stormy ha in suo possesso le prove della relazione.  

A complicare la vicenda per Trump, interviene il fatto che i 130 mila dollari sembrano indirettamente rientrare nei finanziamenti elettorali, in quanto l’avvocato di Trump li aveva sborsati personalmente per avvantaggiare il candidato. Tuttavia la cifra non era stata inclusa nella lista dei contributi. Una simile violazione delle leggi elettorali può comportare fino a 5 anni di carcere.

LEGGI ANCHE:  Trump, New Yorker: ha avuto relazione con una playmate mentre era già sposato con Melania

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