Instagram nasconde il numero di like sui post, ecco perché il social network ha svoltato

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Una piccola rivoluzione su Instagram. Grande, anzi enorme per i “like addicted”, ovvero tutti quegli utenti che hanno sviluppato una nuovo forma di dipendenza psicologica dal numero dei like su ogni foto postata. Piccola dunque, solo per le dimensioni del cuoricino di Instagram che identifica il like messo su ogni post, e che si somma a quello degli altri utenti. Ebbene, da oggi parte in Italia, dopo il Canada, una fase test che nasconde il numero dei like agli utenti, tradotto significa che nessuno potrà vedere la quantità di gradimento di un singolo post, se non l’utente che lo ha pubblicato. La notizia, dicevamo è una piccola grande rivoluzione, perché se divenisse il nuovo standard del social, potrebbe modificare non solo le abitudini degli instagrammer, ma cambiare anche le regole del gioco per chi ha fatto di Instagram il proprio business. E qui entriamo nel campo degli influencer.

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Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire cosa succederà in questa fase temporanea, che ricalca l’esperimento svolto qualche mese fa in Canada, Paese con 11 milioni di utenti, e scelto perché ritenuto sufficientemente evoluto per testare le interazioni. Se fino ad ora, sotto ogni singolo post, appare la scritta “piace a 100 persone”, solo per fare un esempio, con il test in partenza oggi, sparirà il numero che indica la quantità, e resterà solo la scritta “piace a Mario Rossi e altre persone". Quindi, l’utente vedrà solamente il nome degli amici che hanno gradito e l’indicazione generica di gradimento da parte di altre persone, ma senza sapere quante: questa possibilità sarà riservata solo al titolare dell’account che ha postato l’immagine.

La notizia riguardo la direzione che avrebbe preso Instagram, l’ha data qualche mese fa, (a fine aprile) proprio Mr Zuckerberg, durante la conferenza annuale dedicata agli sviluppatori, evento noto come Facebook F8, un po’ per ufficializzare il cambio di rotta, ma anche per contrastare eventuali fake news sull’argomento. E l’ufficialità viene sottolineata anche da uno dei manager dell’azienda, Tara Hopkins, Head of Public Policy EMEA di Instagram, che al riguardo ha diffuso una nota: "vogliamo che Instagram sia un luogo dove tutti possano sentirsi liberi di esprimere se stessi. Ciò significa aiutare le persone a porre l’attenzione su foto e video condivisi e non su quanti Like ricevono. Stiamo avviando diversi test in più paesi per apprendere dalla nostra comunità globale come questa iniziativa possa migliorare l’esperienza su Instagram”.
 
La motivazione principale dunque, sembra quella di voler migliorare l’esperienza degli utenti, valorizzando quanto condiviso, per eliminare questa nuova forma di stress da social, che porta gli instagrammer a confrontarsi con gli altri sul numero dei like. Fenomeno che tra le nuove generazioni, quando diventa controllo ossessivo del “cuoricino” può anche trasformarsi in bullismo, mentre tra gli adulti, in dipendenza, in fase di studio dalla comunità internazionale di psichiatri. Inoltre se in futuro venissero eliminati i like quantitativi, non avrebbero più senso di esistere gli account falsi e gonfiati dai “mi piace” e followers acquistati per qualche decina di euro in rete. Pratica questa che genera un ulteriore fenomeno. Quello che spinge utenti dalle vite normali ad emulare gli influencer di professione, profili da milioni di seguaci, che generano profitto e traffico, motore essenziale di Instagram. Per le varie Kardashian e Ferragni, il “mi piace” nascosto, presumibilmente non si tradurrà in una diminuzione di valore, perché l’algoritmo del social è comunque in grado di calcolare il gradimento quantitativo dei contenuti, ma potrebbe aprirsi una fase diversa, comunque nuova. Magari servirà solo a “curare” questa ansia da popolarità che ha contagiato milioni di persone, come un virus innocuo, ma solo all’apparenza.

 

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