Gattuso: «Atene sarà la nostra cicatrice, Higuain deluso da se stesso»

Gattuso: «Atene sarà la nostra cicatrice, Higuain deluso da se stesso»
Il Milan si deve rialzare dopo la batosta in casa dell’Olympiacos. L’obiettivo deve essere solo il quarto posto. Il Bologna di Pippo Inzaghi, a rischio esonero,...

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Il Milan si deve rialzare dopo la batosta in casa dell’Olympiacos. L’obiettivo deve essere solo il quarto posto. Il Bologna di Pippo Inzaghi, a rischio esonero, è avvisato. Ha le idee chiare più che mai Rino Gattuso nella conferenza della vigilia del posticipo di campionato tra i rossoneri e gli emiliani.

 
Atteggiamento. «Voglio rivedere la stessa gara di Atene, ma senza gli errori individuali. Perché abbiamo regalato la partita, dormendo in certi episodi».
 
Errori arbitrali
. «Ci sono stati, ma nel calcio succede e non dobbiamo attaccarci a questo. Serve che stiamo svegli, nel calcio bisogna essere sempre sul pezzo. Altrimenti non raccogli risultati».
 
Recuperi. «Musacchio, Romagnoli e Suso meritano rispetto, anche se qualcuno di voi già li sta impacchettando per bene. Sento tutti i giorni discorsi “quello viene venduto, quello torna”, secondo me questi ragazzi non meritano tutto questo. Mi assumo io la responsabilità di tutto, Atene deve essere una cicatrice per poter guardare avanti».

Formazione Olympiacos: «Se rifarei la stessa? Quando prendi due gol dal Dudelange o arrivi all’ultima gara a giocarti la qualificazione in un ambiente così, significa che qualcosa avevi già sbagliato prima».

Atene come Istanbul. «Vedere nel calcio moderno gente che piange nello spogliatoio è un segnale. Forse tutti i valori del calcio di 15/20 anni fa sono rimasti e sono stato colpito da questo. Il gruppo a livello umano ha valori, in tanti avevano le lacrime agli occhi. Ma ho fatto l’esempio prima della cicatrice, questa deve essere una cicatrice per farci ricordare gli errori fatti».

Pippo Inzaghi. «Fa parte del calcio. Chi fa questo mestiere, sa che c’è sempre il rischio di un esonero se non fa risultati. Con tutto quello che abbiamo vissuto io e Pippo, non posso dimenticare nulla. Ci giochiamo molto, ma l’affetto, la stima e l’amicizia resteranno per sempre».

Higuain. «Il primo deluso dalla situazione è lui. Ora ci deve carattere ed esperienza, poi i gol. Nelle difficoltà la sua leadership può servire a trascinare i compagni. Poi, le chiacchiere intorno a lui ci saranno sempre e noi non possiamo controllare tutto».


Mercato. «Voi state impacchettando i nostri giocatori e li state mettendo sopra gli alberi. Queste cose, su chi riscattiamo e su chi no, lo sento dire da voi. Nessuno è venuto a dirmelo. A me non risulta che dobbiamo vendere Calhanoglu, Higuain e Suso. Certo, abbiamo dei vincoli e non potremo fare molto». Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero