I dilettanti e l'emergenza Martinelli: «Per me si dovrà azzerare tutto»

I dilettanti e l'emergenza Martinelli: «Per me si dovrà azzerare tutto»
Il blocco per l’emergenza Coronavirus sta facendo discutere gli addetti ai lavori sulla fine dei campionati in corso. Emanuele Martinelli, difensore centrale classe 1982 in...

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Il blocco per l’emergenza Coronavirus sta facendo discutere gli addetti ai lavori sulla fine dei campionati in corso. Emanuele Martinelli, difensore centrale classe 1982 in forza all’Anzio, ha un’idea molto precisa: «Credo sia molto complicato che si riescano a finire. A me piacerebbe che si ricominciasse a giocare, ma penso che i valori sarebbero falsati dopo due mesi di stop da gare ufficiali in questo momento della stagione. Purtroppo vedo come soluzione più concreta quella di azzerare le classifiche e ripartire direttamente da settembre: ovviamente è un’ipotesi che non può piacere alle squadre che hanno investito tanto, penso anche alla serie D».

 
Anche in casa Anzio, comunque, ci si continua ad allenare come possibile: «Il “prof” Maglio ci ha dato delle indicazioni e noi cerchiamo di seguirle». Se (come pare) ci dovesse essere un’ulteriore stretta sulla possibilità di passeggiare o allenarsi in solitaria all’aperto «sarebbe ancor più problematico per noi calciatori dilettanti – dice Martinelli – Anche per questo motivo credo che riprendere a giocare dopo uno stop così non sarebbe per nulla semplice». Martinelli aveva trovato una delle migliori stagioni a livello realizzativo: «Avevo eguagliato il mio record di cinque gol in campionato, fatto ad Isola Liri in Lega Pro nel 2011. Quest’anno mi era capitato anche di battere tre rigori».
 

Più difficoltà per l’Anzio, fermatosi a due soli punti in più dai play out: «Lo avevo detto dopo un paio di mesi di campionato: il nostro primo obiettivo doveva essere la salvezza, d’altronde qualche anno a certi livelli l’ho fatto e avevo pronosticato certe difficoltà. Siamo in linea coi nostri obiettivi e con gli investimenti fatti dal club» dice Martinelli che assieme al papà gestisce un’azienda di infissi: «Questa settimana abbiamo chiuso, d’altronde è così anche per i nostri fornitori ed è impossibile anche fare installazioni dai clienti. Nei prossimi giorni torneremo a fare qualche attività interna, sperando che questo momento duri il meno possibile». Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero