Lazio, la voglia di “doppia rivincita” passa da Caicedo

Lazio, la voglia di “doppia rivincita” passa da Caicedo
Il graffio della pantera sull’ultima vittoria biancoceleste in campionato. Si riparte da Caicedo per riacciuffarla con le unghie e con i denti pure a Bergamo. È la...

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Il graffio della pantera sull’ultima vittoria biancoceleste in campionato. Si riparte da Caicedo per riacciuffarla con le unghie e con i denti pure a Bergamo. È la grande chance dal primo minuto per l’attaccante ecuadoregno, protagonista nel girone d’Europa League con 3 reti e 2 assist in 5 gare, ma comunque nelle ultime settimane pure con Fiorentina e Samp. Prima in negativo con un rigore dubbio provocato, poi con il tap-in allo scadere per i tre punti sotto la Lanterna.

 
Col Toro era entrato nel finale, così come giovedì sera in Coppa Italia contro il Cittadella. Il rodaggio essenziale, ma sarà tutt’altro che facile raccogliere lì davanti l’eredità dello squalificato Immobile. Felipao però non vede l’ora, vuole un’altra firma oltre quella sul passaporto - a giorni - comunitario (solo a giugno libererà però una casella). A Marassi nell’ultima trasferta aveva centrato, grazie a un meraviglioso assist di Milinkovic, la prima rete in Serie A, contro l’Atalanta ha promesso che bisserà. Anche perché c’è da mantenere la marcia trionfale lontano dall’Olimpico e da dimenticare le ingiustizie subite contro il Toro. La Lazio a Bergamo cerca una doppia rivincita. Non solo contro il destino beffardo segnato lunedì scorso dalle decisioni di Giacomelli, ma anche contro Gasperini che l’anno scorso scippò in extremis il 4° posto ai biancocelesti.

MAGIA 
La carica l’ha suonata mercoledì Lotito insieme ai tifosi a Formello: «Adesso dobbiamo essere più forti di tutto e tutti», il nuovo motto dello spogliatoio. Dove rientra subito Luis Alberto, dopo i crampi di stanchezza e rabbia. Alla fine del primo tempo col Torino era sconfortato, nella ripresa però lo spagnolo si era messo sino allo sfinimento sulle spalle la Lazio. Un gol in pallonetto da paura, quindi il giorno dopo la forza di superare anche quest’ennesima sciagura: «Mi è rimasto l’orgoglio che abbiamo mostrato nelle difficoltà. Lottiamo fino alla fine e contro qualsiasi ingiustizia». Per fortuna l’infermeria lo ha risparmiato pure dall’ennesima beffa. Giovedì ha riposato, ieri era regolarmente in campo coi compagni per riprendersi subito la trequarti. Prove immediate per affinare il feeling con Caicedo, adesso dovrà tramutarsi in un colpo segreto.

FORMAZIONE 

Inzaghi aveva pure pensato al doppio fantasista con Felipe Anderson, ma il brasiliano non è ancora al 100%. Una grande notizia rivederlo a segno, 221 giorni dopo (nel 7-3 con la Samp) l’ultima volta, ma il numero 10 deve avere pazienza. Anche perché al momento è l’unico (Nani potrebbe rientrare col Crotone) ricambio vero lì davanti. Dunque preparatevi a rivedere lo stesso 11 del monday night: Strakosha in porta, in difesa rientreranno Bastos e Radu con de Vrij, a centrocampo Marusic, Parolo e Lulic. Discorso d’Inzaghi a Milinkovic, sempre più lezioso nelle ultime uscite: se vuole diventare un campione, non può giocare al massimo solo 20’.
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Il Messaggero