Euro 2016; Italia, Conte al bacio: «Stiamo gonfiando le gomme». Adesso il turnover

Conte abbraccia Eder dopo il gol
TOLOSA Il bacio, da bordocampo, alla moglie Betta e alla piccola Vittoria dopo la qualificazione. Ma la famiglia di Conte è allargata anche ai giocatori e ai tifosi...

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TOLOSA Il bacio, da bordocampo, alla moglie Betta e alla piccola Vittoria dopo la qualificazione. Ma la famiglia di Conte è allargata anche ai giocatori e ai tifosi azzurri. Ma il ct a Tolosa, per prendersi subito la qualificazione, non è stato solo affettuoso. Basta ascoltare come rimprovera, alzando la voce, quasi tutti i titolari che, nel primo tempo, sembra non riconoscere più. Ma, ancora sullo 0 a 0, quando fa uscire Pellè ed entrare Zaza, va comunque incontro al centravanti per stringergli la mano, proprio come poi farà con Eder, ripreso inizialmente e abbracciato dopo il gol decisivo. «La nostra forza è conoscere i nostri pregi e i nostri difetti: ho un gruppo così solido, che alle volte mi dispiace persino arrabbiarmi con loro...».

SENZA PAURA
«Ci hanno fatto partire con le ruote sgonfie». Conte tira fuori lo sgarbo della Lega che non gli ha concesso gli stage. «Davvero pochi avrebbero detto che dopo due partite eravamo qualificati, senza prendere gol. Anzi, in tanti ci davano subito fuori... Queste vittorie ci danno autostima, stiamo gonfiando le ruote che ci avevano bucato partita dopo partita...». Guarda solo al risultato. «Contro la Svezia abbiamo trovato difficoltà per la loro fisicità e perché non attaccavamo nel modo giusto nel primo tempo. Ma non hanno mai tirato in porta, noi abbiamo preso una traversa, segnato e creato altro. E loro erano preoccupati di contenerci: vuol dire che cominciano ad avere rispetto di questa Italia, un rispetto che pochi avevano». Che, a sentire il ct, ancora non si è ripresa dal flop al mondiale in Brasile: «Nello spogliatoio certi giocatori avevano ansia, erano preoccupati. Evidentemente certi scheletri del passato stavano tornando». Avrà 10 giorni (male che va 9), se l'Italia sarà prima, per preparare la sfida di Parigi, il 27 giugno, contro la Spagna o la Croazia: «Sì, ci sarà il turnover. Ma sia chiaro: per vincere. Vi assicuro, questa nazionale ha ancora fame... Guardate Eder: rischiava il taglio, ma ha lavorato a testa bassa per venire qui. È stato fondamentale in questi due anni. Bravo pure Zaza, ha cambiato la partita».
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Al ritorno a Montpellier, all'ora di cena, è festa azzurra in Place Georges Freches davanti all'hotel. «Essere agli ottavi con un turno di anticipo è fantastico. E' pura gioia. Vorremmo condividerla con i tifosi. Avete visto la marea gialla dei tifosi svedesi a Tolosa? I nostri erano novemila, ma sparsi: sarebbe bello che si vestissero di azzurro, anche una t-shirt. Sarebbe un segno di identità, la nostra passione è la loro passione. Può unirci, in un momento difficile per il Paese».
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Il Messaggero