Prima della Scala, in scena il Don Carlo: 13 minuti di applausi. Uomo urla «Viva l'Italia antifascista»: identificato dalla Digos

Si apre il sipario della stagione 2023/2024

Prima della Scala
Si apre il sipario della stagione 2023/2024 del Teatro alla Scala di Milano. Stasera, giovedì 7 dicembre, arriva sul palco il Don Carlo di Giuseppe...

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L'uomo che ha urlato 'Viva l'Italia antifascista' identificato dalla Digos

È stato identificato dalla Digos lo spettatore che ha urlato 'Viva l'Italia antifascista' prima dell'inizio della Prima della Scala. «L'ho buttata sul ridere, ho detto agli agenti che avrebbero dovuto legarmi e arrestarmi se avessi detto 'viva l'Italia fascista' ma così no», ha detto all'ANSA Marco Vizzardelli, giornalista di 65 anni che si occupa di ippica, grande appassionato della Scala.

Vizzardelli ha spiegato che «a metà del primo atto si è avvicinato un individuo e ho capito che si trattava di un agente in borghese. Mi sono un pò spaventato e mi ha fatto un gesto di stare tranquillo». «Alla fine dell'atto - prosegue - mi ha mostrato il tesserino e mi ha detto che voleva identificarmi ma gli ho risposto che non avevo fatto nulla di male e che non aveva nessun senso dato che siamo in un paese democratico». Nel corso dell'intervallo «sono andato nel foyer e lì mi hanno fermato in quattro: mi hanno detto che erano della Digos e che dovevano identificarmi. Ho ribadito che non aveva senso e poi l'ho buttata sul ridere, spiegando che avrebbero dovuto legarmi e arrestarmi se avessi detto 'viva l'Italia fascista'. Si sono messi a ridere anche loro ma mi han detto che dovevano fare così. E quindi mi hanno fotografato la carta d'identità». Vizzardelli ha spiegato di essere un grande appassionato della Scala: «La metà della mia vita che non passo a seguire i cavalli, la passo a seguire la musica e la Scala».

Tredici minuti di applausi

Tredici minuti di applausi per il Don Carlo di Giuseppe Verdi, con la direzione del maestro Riccardo Chailly e con la regia di Lluís Pasqual, che ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala. All'uscita del regista c'è stata qualche disapprovazione con alcune salve di 'buù.

È finita alle 22.16 la Prima rappresentazione del 'Don Carlo di Giuseppe Verdì

È finita alle 22.16 la Prima rappresentazione del 'Don Carlo di Giuseppe Verdì, che ha aperto questa sera la stagione 2023/2024 del Teatro alla Scala.

Vanoni: "Non è un'opera che mi piace"

«Non è un'opera che mi piace, dura oltre misura»: è il commento di Ornella Vanoni al Don Carlo che apre la stagione del Piermarini

Una serata inusuale

È stata una serata inusuale la Prima della Scala, che quest'anno ha aperto la stagione con Don Carlo diretto da Riccardo Chailly. Inusuale per la presenza nel palco reale, dove solitamente siede il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che non ha potuto presenziare, della senatrice a vita Liliana Segre, accomodata accanto al sindaco Giuseppe Sala, e vicino al presidente del Senato Ignazio La Russa. Inusuale per le urla partite dal loggione, 'No al fascismò prima dell'inno di Mameli e 'Viva l'Italia antifascistà dopo. Inusuale per il malore del basso Michele Pertusi che, nonostante i problemi di voce, ha continuato a esibirsi. Inusuale per il no, annunciato ieri, dei rappresentanti di Cgil e Anpi della Scala a un saluto istituzionale con La Russa, che questa sera non è sceso, come solitamente avviene, nei camerini per salutare gli artisti. Sono andati solamente il sindaco e il sovrintendente Dominique Meyer insieme al ministro Gennaro Sangiuliano e il sottosegretario Gianmarco Mazzi a complimentarsi con il maestro Chailly. Che qualche tensione fosse nell'aria si è capito ieri, quando è andato avanti tutto il giorno un tira e molla sui posti nel palco reale, che si è concluso appunto con la decisione di mettere al posto d'onore Liliana Segre. Una scelta che ha messo tutti d'accordo, dal sottosegretario Mazzi che ha parlato di un atto «più che doveroso» alla ministra delle Riforme Maria Elisabetta Casellati che considera «l'amica» Segre «un esempio». La senatrice a vita ha evitato ogni polemica. «Gentilmente il sindaco e La Russa mi hanno chiesto di venire nel palco reale» ha detto glissando sul rimpallo di sistemazioni ipotizzati (prima palco, poi platea, alla fine palco reale). «Mi manca Mattarella. Mi invitava sempre nel palco reale durante gli intervalli. Io non ho fratelli né sorelle ma gli voglio bene come a un fratello», ha aggiunto. E come il Capo dello Stato, Segre ha ricevuto un applauso al suo ingresso da parte del pubblico. Ad aprire la polemica sono state le grida 'no al fascismò e 'Viva l'Italia antifascistà arrivati dal loggione. «Se uno viene alla Scala ad urlare o agli ambrogino a fischiare ha un problema - ha commentato il vicepremier Matteo Salvini - Alla Scala si viene per ascoltare, non per urlare». Commento simile a quello del governatore lombardo Attilio Fontana: ' vince la musica, vince la Scalà. Solo «polemicucce» per il presidente Mediaset Fedele Confalonieri convinto che «quando il potere ce l'ha la sinistra, nessuno contesta». «In un tempio della cultura cosi prestigioso come La Scala, mi auguro davvero che nessuno si sia sentito offeso dal grido viva l'Italia antifascista» ha invece ironizzato Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra. «Non l'ho sentito» ha detto invece La Russa, che negli intervalli è rimasto nel palco reale dove ha fra l'altro chiacchierato con Liliana Segre e dove è passato a salutare il regista Pedro Almodovar con Louis Garrel. «La musica ha spazzato le polemiche» secondo Geronimo La Russa. Musica «bellissima» secondo Liliana Segre, che ha ricordato la sua passione per la musica iniziata andando da giovane in loggione e man mano scendendo. Fino ad essere protagonista, forse suo malgrado, nel palco reale.

La Russa: "Ho evitato le polemiche"

«Io non ho mai mosso un sopracciglio di polemica in questa vicenda perché capivo che era un problema logistico e non politico. Quindi mi sono astenuto da qualunque polemica, forse astenendomi ho contribuito a risolverla»: così ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa che sta assistendo alla Prima del Don Carlo alla Scala dal palco reale, dove ieri si sono susseguite ipotesi sulla distribuzione dei posti, poi concluse con l'arrivo della senatrice a vita Liliana Segre nel posto centrale. «A me l'opera sta piacendo molto, il secondo atto più del primo, è stato più coinvolgente e poi questa regia tradizionale - ha aggiunto - mi piace più di quelle un pò innovative».

La reazione del pubblico

«Bravo, bravo»: così il pubblico della Scala ha reagito, tra gli applausi scroscianti, all'indirizzo del basso Michele Pertusi (Filippo II di Spagna), protagonista del primo assolo del terzo dopo. Poco prima il sovrintendente Dominique Meyer aveva annunciato che il cantante aveva avito un improvviso abbassamento di voce ma che aveva deciso «coraggiosamente» di andare avanti.

Malore per il basso Pertusi ma va avanti

«Michele Pertusi è stato vittima improvvisamente di un problema di salute alla gola. Andrà avanti con la recita con molto coraggio ma avrà bisogno del vostro appoggio»: così il sovrintendente della Scala Dominique Meyer ha annunciato prima che si alzasse il sipario sul terzo e quarto atto del Don Carlo che il basso parmigiano continuerà nonostante le difficoltà ad interpretare il ruolo di Filippo II.

La Russa: «Urlo no al fascismo? Non l'ho sentito»

«Non l'ho sentito»: il presidente del Senato Ignazio La Russa così ha spiegato nel secondo intervallo del Don Carlo di non avere udito l'urlo 'No al fascismò e 'Viva l'Italia antifascistà urlati dal loggione prima dell'inizio dell'opera alla Scala.

Segre: «Mi manca Mattarella, è come un fratello»

«Mi manca Mattarella. Io non ho fratelli né sorelle ma gli voglio bene come a un fratello»: così la senatrice a vita Liliana Segre parlando della Prima della Scala, a cui assiste seduta al posto che solitamente spetta al Capo dello Stato. La serata «mi piace moltissimo. Sono una habituée della Scala, andavo in loggione e pian piano sono scesa fino alla platea» aggiunge. Quest'anno «gentilmente - conclude - il sindaco e La Russa mi hanno chiesto di venire nel palco reale. Mi manca Mattarella. Mi invitava sempre nel palco reale durante gli intervalli. Io non ho fratelli né sorelle ma gli voglio bene come a un fratello».

Lieve malore per uno spettatore

Un anziano spettatore ha avuto un leggero malessere mentre stava assistendo alla Prima del Don Carlo alla Scala. Al Teatro sono giunti i soccorritori del 118 che hanno prestato le cure del caso.

Bolle: "L'Opera è bellissima"

«Non c'è grande movimento in scena ma l'opera è bellissima»: così il ballerino Roberto Bolle al primo intervallo della Prima della Scala. «Primo intervallo bello, con un allestimento elegante che è un piacere da vedere - ha aggiunto - le scene bellissime e gli interpreti straordinari».

Primo intervallo del Don Carlo

Il presidente del Senato Ignazio La Russa non ha lasciato il palco reale durante il primo intervallo del Don Carlo che inaugura la stagione lirica della Scala. Il presidente si è fermato a parlare nel retropalco, fra l'altro con la senatrice a vita Liliana Segre. Quindi non è andato nel camerino di Riccardo Chailly per salutare il maestro come inizialmente ipotizzato e come tradizionalmente avviene. Sono andati invece il sindaco Giuseppe Sala, il sovrintendente Dominique Meyer e il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Ieri i rappresentanti della Cgil e di Anpi Scala avevano detto che non avrebbero partecipato a un eventuale momento di saluto con il presidente del Senato.

Segre: "Sono da sempre un'amante della lirica"

«Sono da sempre un'amante della lirica, sono un'abbonata da tanti anni alla Scala e ho cominciato dal loggione. Questo è un punto da ricordare». Lo ha detto all'Adnkronos la senatrice Liliana Segre entrando alla Prima della Scala.

Proteste nel pomeriggio

In piazza della Scala a Milano si sono radunati questo pomeriggio, in occasione della Prima del 'Don Carlò, diversi gruppi di manifestanti. Davanti al teatro, sul lato di palazzo Marino, sventolano le bandiere del sindacato di base autonomo Cub che, come ha spiegato il segretario Mattia Scolsri, ha deciso di portare in piazza «la voce dei lavoratori in contrapposizione ai potenti e ai politici che saranno presenti alla Prima». Presente anche una donna ucraina con indosso una sciarpa dei colori della bandiera e un cartellone per dire «no ai concerti della cantante Anna Netrebko: l'artista collegata al regime di Putin», che salirà sul palco questa sera per interpretare Elisabetta di Valois. Oltre ad alcuni attivisti che manifestano per i diritti dell'abitare, sono scesi in piazza anche le lavoratrici e i lavoratori del mondo dello spettacolo per chiedere l'indennità di discontinuità.

Tanti ospiti in rosso per le vittime di femminicidio

Alla scala con un pensiero a Giulia Cecchettin e a Giulia Tramontano e a tutte le vittime del femminicidio: è la scelta di alcune ospiti della Prima che hanno voluto sfatare la tradizione che vieta il rosso a teatro per mandare un messaggio Contro la violenza sulle donne. Sabina Negri, drammaturga, ha indossato delle scarpe rosse e davanti al Piermarini tira fuori le chiavi dalla borsa per far rumore come chiesto dalla sorella di Giulia Cecchettin, mentre il chirurgo plastico Dvora Ancona si è fatta realizzare un abito rosso da Antonio Riva. Tra gli ospiti, anche una signora con un segno rosso sul viso.

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