All’Accademia d’Egitto la musica dei “Cairo Steps” con un ospite d’eccezione, il ministro della cultura Ines Dayem

All’Accademia d’Egitto la musica dei “Cairo Steps” con un ospite d’eccezione, il ministro della cultura Ines Dayem
È la prima donna ministro della Cultura in Egitto. Nominata nel gennaio 2018, Ines Abdel Dayem, è diventata così la sesta donna a far parte del governo...

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È la prima donna ministro della Cultura in Egitto. Nominata nel gennaio 2018, Ines Abdel Dayem, è diventata così la sesta donna a far parte del governo egiziano. In visita in Italia, domani sera sarà l’ospite d’onore all’Accademia d’Egitto, diretta dalla professoressa Gihane Zaki, che per l’occasione ha organizzato una serata davvero speciale con il gruppo “Cairo Steps”. Un concerto che Ines Abdel Dayem apprezzerà in modo particolare poiché lei stessa è una musicista – magici sono i suoni dei suoi flauti – ed è stata anche presidente del Cairo Opera House prima di essere chiamata a fare parte dell’esecutivo. 


L’evento di domani sera sarà all’insegna dell’incontro tra culture e della creatività. I Cairo Steps infatti uniscono e combinano la musica tradizionale egiziana e il ritmo orientale con l’improvvisazione del jazz moderno, la musica classica e le sonorità contemporanee. Le sonorità sono influenzate dalla musica etnica spirituale “sufi” così come dalla musica tradizionale. Il risultato è uno stile unico ed eccitante, un’autentica miscela di diverse culture. L’Ensemble ha suonato in numerosi concerti in Egitto e in Europa con musicisti e artisti provenienti da ogni parte del mondo; si sono esibiti al Cairo Opera House in Egitto, e all’Opera di Francoforte, in Germania, così come in festival internazionali ed esibizioni dal vivo in televisione. I Cairo Steps portano avanti la visione di un attraversamento culturale, oltre le frontiere per costruire ponti tra occidente e oriente. «Il concept alla base del progetto musicale dei Cairo Steps è affine a quello dell’Accademia d’Egitto a Roma - dice la professoressa Zaki - attraverso l’incontro tra diverse culture si dà vita a un universo nuovo, parallelo e reale al tempo stesso, in cui la cultura e l’arte, si fanno lingua universale capace di unire i popoli e abbattere le frontiere». Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero