Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, la mostra interattiva “Noi, il cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile”

Mostra interattiva “Noi, il cibo, il nostro Pianeta: Alimentiamo un futuro sostenibile”
La produzione di cibo è l’attività dell’uomo che contribuisce di più al cambiamento climatico (fino al 37%), superando il riscaldamento degli...

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La produzione di cibo è l’attività dell’uomo che contribuisce di più al cambiamento climatico (fino al 37%), superando il riscaldamento degli edifici (23,6%) e i mezzi di trasporto (18,5%). Per questa ragione occorre ripensare il modo in cui produciamo il cibo. Da qui a trent’anni saremo circa 10 miliardi di persone sul Pianeta e questo renderà necessario produrre più cibo, ma se continuiamo a farlo con questo ritmo e in questo modo, i danni che arrecheremo al Pianeta saranno incalcolabili.


Per riflettere e acquisire consapevolezza, a Parma è stata aperta la mostra interattiva “Noi, il cibo, il nostro Pianeta: Alimentiamo un futuro sostenibile”, promossa da Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition e sviluppata in collaborazione con National Geographic Italia, Sustainable Development Solutions Network Mediterranean (SDSN Med). L’apertura dell’11 gennaio ha coinciso con l'inaugurazione e i festeggiamenti di “Parma Capitale Italiana della Cultura 2020”.

Sotto i Portici del Grano erano presenti il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti e Luca Barilla in rappresentanza della Fondazione Barilla; accanto a loro Riccardo Valentini, Professore Università della Tuscia, membro IPCC e Marco Cattaneo, Direttore National Geographic Italia. «La Fondazione Barilla - racconta Luca - nasce dieci anni fa con lo scopo di dare una mano alla comunità, per progettare un futuro migliore per tutti. È stato un grido di allarme che hanno accolto tante persone in giro per il mondo. Fondazione Barilla è stata la prima al mondo ad avere questa ispirazione virtuosa».

Presso la Galleria San Ludovico è possibile visitare fino al 13 aprile l'esposizione, realizzata come un percorso immersivo, che punta a sensibilizzare le coscienze, mettendo al centro una corretta educazione, alimentare e ambientale, per mitigare i cambiamenti climatici e garantire un futuro alle prossime generazioni. Un “viaggio virtuale” che mette in evidenza i paradossi globali del sistema alimentare: fame vs obesità perché per ogni persona malnutrita nel mondo ce ne sono due che sono obese o sovrappeso; cibo vs carburante perché un terzo del raccolto di cereali viene utilizzato per dare da mangiare agli animali o per produrre i biocarburanti, nonostante il problema della fame e della malnutrizione. E spreco vs fame, perché ogni giorno, dal campo alla tavola, vengono sprecati 1.3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile, quattro volte la quantità necessaria a sfamare gli oltre 820 milioni di persone malnutrite in tutto il mondo.


L'esposizione mira a esplorare le diverse correlazioni che il cibo ha con il mondo che ci circonda: da “Cibo e Cultura” a “Cibo e Città”, per parlare del legame tra “Cibo e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” fino alla sezione dedicata al “Piatto Virtuale”, che permette di scoprire se la nostra dieta è effettivamente sostenibile. Alla mostra si aggiungono sotto i Portici del Grano gli scatti del National Geographic Italia dedicati ai mille volti delle culture del cibo nel mondo, mentre la terza parte è formata da percorsi di approfondimento riservati ai ragazzi e alle scuole. Il tema portante su tutto sono i sistemi agroalimentari sostenibili e come possano rappresentare una via per mitigare i cambiamenti climatici. Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero