Scuole, Suv in doppia fila e la vittoria della paura

Fuori dalle scuole orde di auto di genitori in doppia/ tripla fila Multateli così risaniamo il Debito Pubblico
BimbaPigra

Pomeriggio di fronte a una scuola elementare di Roma Nord: sembra un rave di genitori impazienti, un museo di arte contemporanea di auto ammassate su marciapiedi, prati e vicoli, dalla Smart al Suv, ma prima o poi arriverà anche l’Hummer. Quando i bambini escono scatta l’assalto alla ricerca del figlio o del nipotino e poi lentamente viene tolto l’assedio. Smart e Suv se ne vanno, torna la normalità. Domanda: ma un tempo era così? Chi era bambino negli anni Settanta e Ottanta ricorda che, magari in quinta elementare, tornava a casa a piedi e perfino con il bus. Da solo. Alle medie era la norma se non abitavi lontano. Cosa è successo? Perché oggi a Roma (ma non solo) il ragazzino è sempre accompagnato (alle elementari tra l’altro proprio non lo lasciano andare via senza un adulto)? Si dirà: oggi le città sono molto più pericolose. Vero fino a un certo punto: un tempo c’erano la paura della diffusione della droga di strada, la presenza inquietante di tossicodipendenti disperati che commettevano reati, c’erano scippi, borseggi, a Roma c’era il terrorismo, c’erano bande criminali immortalate poi nelle fiction. «Vede - spiegava l’altro giorno un tassista - oggi rispetto al passato abbiamo molta più paura. Di tutto. A volte a ragione, a volte a torto, ma siamo tutti molto più spaventati e isterici. E viviamo peggio, molto peggio, non per ciò che succede, ma per quello che potrebbe succedere».

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