Scoperta nel sangue la "spia" dello scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco può essere smascherato grazie ad una "spia" nel sangue. Si chiama SP-B (proteina del surfattante polmonare B) ed è una molecola che...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
159,98€
40€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
79,99€
19€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
 
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
6,99€
1€ AL MESE
Per 6 mesi
SCEGLI ORA
ANNUALE
79,99€
11,99€
Per 1 anno
SCEGLI ORA
2 ANNI
159,98€
29€
Per 2 anni
SCEGLI ORA
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 6 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
Lo scompenso cardiaco può essere smascherato grazie ad una "spia" nel sangue. Si chiama SP-B (proteina del surfattante polmonare B) ed è una molecola che viene rilasciata quando si verifica un danno ai polmoni. Una volta in circolo, può legarsi al colesterolo "buono" e renderlo disfunzionale, aggravando di fatto la malattia cardiaca. La scoperta, che potrebbe portare allo sviluppo di nuovi test diagnostici per scoprire e monitorare lo scompenso, è pubblicata sulla rivista International Journal of Cardiology dai ricercatori del Centro Cardiologico Monzino e dell'Università Statale di Milano.


Infarto, terapia genica made in Italy ripara il cuore cancellando le cicatrici

Aver individuato una "spia" rivelatrice dello scompenso cardiaco potrà avere risvolti cruciali nella pratica clinica «perché ad oggi non esistono ancora veri marcatori plasmatici dello scompenso e la diagnosi viene formulata con test funzionali, come il test da sforzo, che non sempre possono essere proposti a pazienti anziani e gravemente compromessi», spiega il coordinatore dello studio Piergiuseppe Agostoni, professore ordinario di cardiologia all'Università di Milano e coordinatore dell'area di Cardiologia Critica del Centro Cardiologico Monzino.

«Inoltre, essendo lo scompenso cardiaco una malattia multifattoriale, è difficoltoso trovare un elemento che la definisca e ci permetta di giungere a una diagnosi tempestiva ed efficace. Per tutte queste ragioni - sottolinea l'esperto - un test specifico che si possa eseguire sui campioni di sangue rappresenterebbe una svolta
».

Bebé miracolo, sopravvive a 25 attacchi cardiaci in un giorno: dalla nascita 30 arresti, ha 19 mesi


«Altrettanto importante è aver scoperto che SP-B si lega in modo selettivo al colesterolo Hdl e lo rende disfunzionale, trasformandolo da molecola protettiva per l'organismo a molecola nociva», afferma la prima autrice dello studio Cristina Banfi, responsabile dell'Unità di ricerca di Proteomica Cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino. «Si è così scardinato un dogma centrale dell'aterosclerosi che vedeva nel colesterolo Hdl un fattore protettivo, mettendo in evidenza - conclude Agostoni - come anch'esso possa andare incontro a cambiamenti deleteri».

  Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero