Riabilitazione “social” per il post-ictus Su Facebook il gruppo per «la speranza»

Un percorso riabilitativo post-ictus social: un interfaccia su facebook per confrontarsi e affiancare l'attività di recupero motorio ed ospedaliero. L'idea è di Valerio...

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Un percorso riabilitativo post-ictus social: un interfaccia su facebook per confrontarsi e affiancare l'attività di recupero motorio ed ospedaliero. L'idea è di Valerio Sarmati, dottore specializzato nella riabilitazione neurocognitiva. Che ha aperto un gruppo su Facebook - “Ictus ed emiplegia” - nel quale vengono raccolte testimonianze e consigli per la comunità. «Apriamo delle speranze, nuove vie. Uno start per incominciare il nostro percorso di recupero», è lo slogan spot del gruppo che ha raccolto oltre mille adesioni e per altrettante persone è diventata una "seconda famiglia".


Tra le storie raccontate c'è quella di Claudio. Il suo è solo uno dei 196mila casi di ictus che accadono in Italia ogni anno. La parola ictus deriva dal latino colpo, ed è un evento vascolare cerebrale patologico, con conseguente perturbazione acuta della funzionalità encefalica, focale o generalizzata. È la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, E causa il 10%-12% di tutti i decessi per anno, rappresenta la principale causa d’invalidità e la seconda causa di demenza.

Quando si verifica un ictus alcune cellule cerebrali vengono lesionate in modo reversibile altre muoiono. Quelle che non muiono possono tornare a funzionare e su questo si basa il lavoro di Sarmati. Leggi l'articolo completo su
Il Messaggero