Roma, la misteriosa scritta sui tram: “Atac WiFi”

Perché pubblicizzi l’atac.wifi
se poi è impossibile connettersi?
#atac #questaèroma
@zefirina

Roma è città di segni remoti e segreti. Ci sono le iscrizioni antiche, che ci arrivano da un passato lontano e con i secoli hanno perso il loro significato; e ci sono altre tracce più recenti ma non per questo meno misteriose. Come le enigmatiche scritte stampate ormai da anni sui tram della città: “Atac WiFi”. Molti sostengono che i cartelli alludano a un prezioso servizio di connessione offerto gratuitamente ai passeggeri, ma si tratta appunto di una diceria popolare priva di riscontro nella realtà, perché nessun romano ricorda di aver mai trovato il collegamento wifi sui mezzi pubblici. Né risulta di alcun aiuto l’altro segno visibile sugli stessi cartelli: un quadratino composto di tante macchiette bianche e nere che tecnicamente si chiama “codice Qr”. A volte i turisti - illusi - provano a puntare su quel quadratino la fotocamera del loro telefono, sperando di ricavarne informazioni utili (pare che in altre civiltà più avanzate funzioni così), ma ottengono solo di essere rinviati al sito web dell’Atac, dove il wifi non è neanche menzionato. 

I cartelli sul tram somigliano al famoso “bottone della Metro”, quel tasto verde e giallo che compare sulle porte scorrevoli dei vagoni nelle linee A e B, e che si illumina quando il treno si ferma in stazione, ma che non serve assolutamente a niente. Il passeggero Atac osserva i pulsanti fake e non se ne lamenta, in fondo non fanno male a nessuno. E la connessione wifi non si sogna neanche di chiederla. Perché il passeggero Atac è uno che si accontenta di poco. Gli basta che ogni tanto passi un tram: sembra niente ma a Roma è già tantissimo.

pietro.piovani@ilmessaggero.it

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